L'adozione nazionale e l'adozione internazionale dei minori.


Approfondimento sul tema dell'adozione nazionale ed internazionale dei minori, i requisiti soggettivi ed oggettivi della coppia adottante e breve descrizione della procedura per l'adozione dei minori. L'adozione dei minori, nazionale o internazionale è rigidamente regolamentata dalla legge italiana (integrata da una specifica normativa comunitaria e da convenzioni internazionali) e prevede (in entrambi i casi) lo svolgersi di una specifica procedura per il perfezionamento dell'atto. Valutazione della sussistenza dei requisiti soggettivi ed oggettivi della coppia sono il primo passo per l'avvio del lungo iter che porterà il bambino ad essere accolto nella nuova famiglia.

Definizione dell'adozione

L'adozione (da considerarsi validia alternativa alla procedura di fecondazione medicalmente assistita) è un istituto giuridico attraverso il quale un soggetto (adottando) viene ad assumere lo status di figlio legittimo rispetto ad un altro soggetto (adottante) e per volontà di quest'ultimo. É un rapporto che può sorgere sia tra persone maggiori di età che tra persone maggiori di età e minori purché, in entrambi i casi, siano rispettati alcuni presupposti espressamente previsti dalla legge. Scopo di questo breve approfondimento è quello di illustrare la procedura di adozione riguardante minori sia nazionale che internazionale.

La disciplina legale dell'adozione

La materia è, allo stato, interamente regolata dalla legge 4 maggio 1983 n.184 con le modifiche successivamente introdotte dalla legge 28 marzo 2001 n. 149. In questo senso, l'attuazione della procedura di adozione (sia nazionale che internazionale) deve considerarsi come risorsa ultima destinata a realizzare la ratio della legge ovvero garantire la piena efficacia dell'intervento suppletivo delle istituzioni qualora la famiglia di origine o le oggettive condizioni di vita, non siano in grado di assicurare permanentemente l'armoniosa crescita psicofisica e l'educazione del minore.

La dichiarazione di adottabilità

Così, a parte i casi di abbandono conclamato nei quali non sia possibile alcun tipo di intervento di recupero del nucleo familiare, per quanto riguarda l'ordinamento italiano il minore può essere adottato solo quando venga ad essere esaurita ogni possibilità "recupero" rispetto al nucleo familiare di origine e che nei confronti del minore stesso sia stato emesso dal competente Tribunale per i minorenni, un provvedimento che ne dichiari, appunto, lo stato di adottabilità.

Modificabilità del provvedimento

Il provvedimento, qualora venga ad essere emesso, è frutto della conclusione dell'iter previsto dagli articoli 9 e seguenti della legge 184 e deve intendersi comunque modificabile, infatti lo stesso cessa i suoi effetti oltre che nel caso si giunga al perfezionamento dell'adozione, anche per raggiungimento della maggiore età dell'adottando o perché vi sia stata una revoca dello stesso in seguito all'istanza proposta dal pubblico ministero, dai genitori o dal tutore e salvo il caso che non sia in atto l'affidamento preadottivo. In situazione analoga ai fini della possibilità di adozione internazionale, in base all'omologo provvedimento dell'autorità straniera, deve trovarsi il minore che non sia cittadino italiano.

La figura dell'adottante

Per quanto riguarda invece le figure degli adottanti (o candidati ad essere tali) occorre che la volontà di adottare sia espressa nei modi previsti dalla legge e che sussistano tutti i requisiti soggettivi ed oggettivi previsti dalla norma in questione oltre, nel caso, che siano soddisfatte specifiche indicazioni dell'autorità straniera qualora si tratti di adozione internazionale. La coppia che intende proporre domanda di adozione deve quindi soddisfare i seguenti requisiti:

Requisiti

  • aver contratto matrimonio da almeno tre anni (o poter dimostrare, nel caso il matrimonio sia stato contratto da meno di tre anni, una stabilità del rapporto per il periodo antecedente alla celebrazione e sino al limite dei tre anni) e non avere in corso un procedimento per la separazione personale o, ancora, non versare in una condizione di separazione di fatto (non possono chiedere l'adozione piena i single);
  • devono sussistere i requisiti relativi ai limiti di età e cioè: vi deve essere una differenza minima di età rispetto all'adottando di diciotto anni e, contestualmente, non deve essere superato il limite di quarantacinque anni di differenza quale massimo. Tale limitazione può comunque essere considerata relativa in quanto qualora il Tribunale per i minorenni accerti che l'impedimento del limite di età e la conseguente mancata adozione costituiscano un danno o un pregiudizio grave e non evitabile per il minore, può sempre non tenerne conto. Può anche essere ignorato qualora solo uno dei coniugi adottanti superi il limite massimo ma non in misura superiore a dieci anni oppure nel caso che la coppia abbia già prole (naturale o adottiva) della quale uno dei componenti sia minore al momento dell'adozione o, ancora, che l'adozione riguardi un fratello o una sorella del minore già adottato dalla stessa coppia;
  • che la coppia sia effettivamente in grado di assicurare l'educazione, l'istruzione ed il mantenimento del minore (o dei minori) che intende adottare;
  • che l'adozione prescinda da specifici requisiti di sesso, razza, etnia ecc.. ecc..
  • che sia stata presentata idonea dichiarazione presso il competente Tribunale per i minorenni (nulla vieta che possano essere proposto più richieste a differenti Tribunali) accompagnata da idonea documentazione;
  • che sia eventualmente prestata la disponibilità all'adozione di fratelli o di minori che si trovino nelle condizioni previste dall'articolo 3 comma 1 della legge 5 febbraio 1992 n.104.

La domanda, una volta presentata e qualora non intervenga alcun provvedimento, cessa di avere i suoi effetti dopo tre anni. Ciò, tuttavia, non preclude la possibilità di proporne una nuova.

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