La crisi coniugale e l'allontanamento dalla casa familiare: la posizione del coniuge rispetto ai minori e l'eventuale rilevanza penale della fattispecie.


La crisi familiare in vista della separazione e l'allontamento dalla casa familiare assieme alla prole minore, configurabilità del reato di sottrazione di minore o di sequestro di persona. L'abbandono della casa coniugale con i figli minori integra sempre il reato di sottrazione di minore? Nelle fasi precedenti la separazione è possibile che, anche in ragione di particolari condizioni psicologiche o ambientali, uno dei coniugi abbandoni la residenza portando via la prole minore: non sempre tale condotta integra il reato di sottrazione di minore la cui configurazione è sempre rimessa ad una puntuale valutazione del Giudice o, in via preliminare, all'esito delle valutazione di particolari elementi o condizioni oggettive.





In tal senso, sull'osservazione dell'eventuale insussistenza rispetto all'impedimento assoluto dell'esercizio delle funzioni genitoriali in particolar modo quelle che vengono ad estrinsecarsi nel diritto di visita, sono state operate alcune distinzioni in tema di sottrazione internazionale di minore (che ben potrebbe realizzarsi anche in presenza di provvedimenti già emanati) infatti si rileva come la convenzione dell'Aja del 25 ottobre 1980 sulla sottrazione internazionale dei minori ha distinto il diritto di affidamento dal diritto di visita, consentendo le statuizioni relative all'immediato rientro del minore nello Stato di residenza abituale solo in caso di violazione del primo (Cassazione Penale Sezione VI, 06 giugno 2008, n. 31717 e anche Cassazione Civile Sezione I 2 luglio 2007 n.14960). Anche il tema della residenza abituale è stato oggetto di valutazione rispetto alla concreta individuazione che deve avvenire con riferimento al luogo in cui il minore, in virtù di una durevole e stabile permanenza, anche di fatto, ha il centro dei propri legami affettivi, non solo parentali, derivanti dallo svolgersi in detta località della sua quotidiana vita di relazione, il cui accertamento è riservato all'apprezzamento del giudice del merito, incensurabile in sede di legittimità, se congruamente e logicamente motivato (Cassazione Civile Sezione I 15 febbraio 2008 n.3798)

Le determinazioni dei futuri ex coniugi

E bene quindi, qualora nell'immediatezza la convivenza sia oggettivamente impossibile, che il coniuge che desidera allontanarsi comunichi formalmente (ad esempio con un telegramma) tale intenzione all'altro specificando espressamente i motivi dell'allontanamento. Nel caso specifico, in presenza di prole minore, è altresì necessario che venga indicata la località dove i minori verranno temporaneamente collocati, che specificato che l'allontanamento non deve essere considerato preclusivo o limitativo dell'esercizio delle funzioni genitoriali e che non vi è alcun impedimento alla frequentazione ed alle comunicazioni. Tali circostanze devono essere oggettivamente sussistenti e riscontrabili.

Ancora, anche stante la possibilità di addivenire ad una separazione consensuale e che la procedura potrebbe (in ragione del Tribunale territorialmente competente) essere esperita dai coniugi senza il ministero di un avvocato, è bene che venga nominato quanto prima un difensore dalla parte.

Questi potrà formalmente comunicare la volontà di separarsi all'altro coniuge invitandolo (libero di nominare a sua volta un procuratore) ad una serie di incontri utili a definire un possibile accordo di separazione da sottoporre successivamente a giudizio di omologazione.

É bene notare che già in fase di predisposizione dell'accordo ed in attesa della c.d. udienza presidenziale successivamente alla quale (nel caso di separazione consensuale) seguirà l'omologazione dell'accordo, i coniugi possono già regolamentare efficacemente aspetti quali l'allontanamento dalla casa coniugale, le modalità di esercizio della potestà genitoriale e via dicendo. Al contrario, qualora venga intrapresa la via della separazione giudiziale (che può rendersi necessaria anche qualora uno dei coniugi non voglia prestare il proprio consenso alla separazione) sarà necessario attendere la pronuncia dei provvedimenti temporanei ed urgenti in sede di udienza di prima comparizione delle parti. Solo in tale sede, infatti, i coniugi verranno autorizzati alla cessazione della convivenza con i conseguenti provvedimenti in ordine all'affidamento della prole ed alla sua stabile collocazione.

Dunque è bene che, difronte a possibili soluzioni alternative in vista - almeno - dell'emanazione di un provvedimento autorizzatorio che definisca modalità di affidamento e di frequentazione, vi sia l'intervento di un legale che possa indicare il giusto percorso di sottrazione al disagio in un momento così delicato del menage familiare.

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