L'amministratore di sostegno e le altre figure di assistenza per la persona incapace: tutore e curatore.


Accanto alle figure del tutore e del curatore, rispettivamente designati per l'interdetto e per l'inabilitato, l'amministratore di sostegno è certamente lo strumento di maggior garanzia per la persona non perfettamente in grado di provvedere ai propri interessi non importando drastiche limitazioni della capacità di agire. L'amministratore di sostegno si pone accanto alle figure del curatore e del tutore nei casi in cui le facoltà della persona non siano così gravemente compromesse da poter dar luogo alla curatela o alla tutela. E' uno strumento giuridico pratico e di veloce attuazione che consente al soggetto cui la figura viene affiancata di poter supplire alle limitazione che patologie, handicap, età o altre circostanze possono determinare nello svolgersi delle relazioni giuridiche.

L'amministratore di sostegno e le altre figure di assistenza per la persona incapace: tutore e curatore.

Può accadere, nel corso della vita, che per diversi motivi (a causa del sopraggiungere di particolari patologie, incidenti o altro) le capacità psichiche della persona possano diminuire in varia misura. Una diminuzione che può essere più o meno grave ma che, spesso, può compromettere la validità degli atti compiuti in quanto viene a mancare la capacità di poterne apprezzare appieno gli effetti. Così la persona affetta da una menomazione psichica più o meno grave e più o meno persistente può trovarsi nelle condizioni di dar vita ad atti (giuridici) i cui effetti – seppur in alcuni casi legittimi – si traducono in un danno patrimoniale: esempio possono essere la sottoscrizione di particolari tipologie di contratto oppure atti di disposizione del proprio patrimonio che in altre circostanze, ovvero in assenza della menomazione psichica, non sarebbero stati compiuti.

Il nostro ordinamento prevede che la capacità di compiere validamente atti giuridici e di disporre compiutamente e pienamente dei propri diritti venga automaticamente attribuita alla persona al compimento della maggiore età (diciottesimo anno di vita), tuttavia ciò non significa – in alcuni casi – che tale capacità sussista effettivamente o che, una volta attribuita, questa permanga sino alla morte. Infatti, a differenza della c.d. capacità giuridica (che corrisponde al riconoscimento della possibilità di essere titolare di posizioni giuridiche attive e passive) che si acquista al momento della nascita e cessa con la morte della persona, la capacità di agire può essere persa o “rimodulata” in ragione di accadimenti sopravvenuti (ad esempio malattia) o formalmente attribuita ma “persa” nel momento in cui venga ad essere accertata una condizione di deficit psichico preesistente alla sua normale attribuzione (es. menomazione psichica esistente dalla nascita).

In questi casi la necessità di provvedere sia alla tutela della persona incapace sia alla tutela dei terzi che possono entrare in rapporto con la stessa, il codice civile prevede la possibilità che un soggetto terzo assuma l'amministrazione e la cura degli interessi dell'incapace: nei casi più gravi (previsti dall'art. 414 del codice civile relativamente al maggiore di età ed al minore emancipato in condizione di abituale infermità mentale) tale soggetto sarà il tutore nominato a seguito di un provvedimento di interdizione mentre nelle forme più lievi tale soggetto sarà il curatore nominato a seguito di un provvedimento di inabilitazione.

Le cause di inabilitazione sono previste dall'articolo 415 del codice civile e sono riferibili al maggiore di età in condizione di infermità mentale non grave ed anche a coloro che sono affetti da particolari patologie: prodigalità o abuso di sostanze alcoliche che possano essere fonte di grave pregiudizio economico per se o per la famiglia... a pieno titolo andrebbe inserita la dipendenza dal gioco! Ancora, possono essere inabilitati il sordo ed il cieco dalla nascita nel caso, non avendo frequentato scuole particolari d'istruzione, non siano in grado di interagire correttamente con la realtà che li circonda.

Nel caso di interdizione il tutore sostituirà in toto (in ogni attività di ordinaria e straordinaria amministrazione) l'interdetto mentre il curatore interverrà principalmente per gli atti di straordinaria amministrazione che l'inabilitato dovrà compiere.

Accanto a queste due figure (tutore e curatore) è stata introdotta con la legge n.6 del 2004 la figura dell'amministratore di sostegno che può essere considerata come eventualmente prodromica alle forme di tutela previste per i casi più gravi e per questo inizialmente temporanea e normalmente riferita (così come previsto dall'articolo 404 del codice civile) ai casi in cui la persona si trovi in condizione di infermità ovvero di menomazione fisica o psichica, anche parziale o temporanea, e dunque non in grado di provvedere ai propri interessi.

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