L'amministratore di sostegno e le altre figure di assistenza per la persona incapace: tutore e curatore.


Accanto alle figure del tutore e del curatore, rispettivamente designati per l'interdetto e per l'inabilitato, l'amministratore di sostegno è certamente lo strumento di maggior garanzia per la persona non perfettamente in grado di provvedere ai propri interessi non importando drastiche limitazioni della capacità di agire. L'amministratore di sostegno si pone accanto alle figure del curatore e del tutore nei casi in cui le facoltà della persona non siano così gravemente compromesse da poter dar luogo alla curatela o alla tutela. E' uno strumento giuridico pratico e di veloce attuazione che consente al soggetto cui la figura viene affiancata di poter supplire alle limitazione che patologie, handicap, età o altre circostanze possono determinare nello svolgersi delle relazioni giuridiche.





L'amministratore di sostegno, che può essere il coniuge o un familiare o anche persona stabilmente convivente (ma può essere anche indicato dal giudice) è nominato dal giudice tutelare mediante decreto a seguito di specifico ricorso (articolo 407 codice civile) e, caratteristica particolare, può avvenire anche a seguito di una designazione preventiva fatta a suo tempo dall'interessato per atto pubblico o mediante scrittura privata la cui sottoscrizione sia stata debitamente autenticata così come previsto dall'articolo 408 del codice civile.

Il soggetto nei confronti del quale sarà aperta l'amministrazione di sostegno potrà continuare a compiere autonomamente tutti gli atti per i quali non sarà richiesta espressamente o necessitata la presenza dell'amministratore di sostegno ed in ogni caso continuare a svolgere in autonomia tutti gli atti necessari a soddisfare le quotidiane esigenze.

Considerata quindi la minor incidenza della figura dell'amministratore di sostegno e soprattutto la possibilità dell'indicazione preventiva del soggetto che andrà (di preferenza) a ricoprire tale ruolo, quello dell'amministrazione di sostegno appare un istituto flessibile ed idoneo a garantire quelle situazioni - che per età o altro ad esempio presenza di una disabilità o altra menomazione - nelle quali sia preferibile la minore limitazione della capacità di agire del soggetto richiedente.

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