I bambini che nessuno vuole e l'adozione in casi particolari: coppie di fatto o single possono adottare un minore?


Spesso, al momento della perdita dei genitori o nel circuito dell'accoglienza temporanea, molti minori hanno difficoltà a trovare una nuova famiglia nella quale vivere affetto ed accoglienza: handicap gravi o età possono essere le condizioni per le quali sia concessa l'adozione non legittimante anche a persone single. In alcuni casi particolari il minore privo dei genitori o di una famiglia, quindi comunque già inserito nel circuito dell'accoglienza temporanea, non riesce ad ottenere la stabile condizione relativa alla dichiarazione di adottabilità. In tale circostanza non è possibile raggiungere lo scopo di ricreare un nuovo contesto familiare attraverso l'adozione piena ma occorre impiegare lo schema dell'adozione non legittimante cui, dal punto di vista dell'adottante, possono accedere anche single o coppie non sposate così come previsto dall'articolo 44 della legge 184/1983 (modificata dalla legge 149/2001).

L'adozione da parte dei single o delle coppie di fatto

Nell'articolo “L'adozione nazionale ed internazionale dei minori” è stata data una buona panoramica sullo stato dell'adozione oggi in Italia. Certamente è emerso il divieto di adozione piena (o legittimante) per le persone non coniugate (single) e tanto in relazione al complessivo impianto della legge 184 del 1983.

Tuttavia, in casi del tutto particolari, la stessa legge consente che la cosìdetta adozione non legittimante possa essere effettuata anche da persona non coniugata ovvero da un single. La possibilità di realizzare questa forma di adozione (che però non presenta i medesimi effetti dell'adozione piena) è prevista dall'articolo 44 della legge 184 del 1983 (modificato dalla legge 149/2001). Questa può avvenire nel caso in cui non ricorrano le condizioni previste dal primo comma dell'articolo 7 della stessa legge:



  • a) da persone unite al minore, orfano di padre e di madre, da vincolo di parentela fino al sesto grado o da rapporto stabile e duraturo preesistente alla perdita dei genitori;

  • b) dal coniuge nel caso in cui il minore sia figlio anche adottivo dell'altro coniuge;

  • c) quando vi sia la constatata impossibilità di affidamento preadottivo. L'adozione, nei casi indicati nel precedente comma, è consentita anche in presenza di figli legittimi. Nei casi di cui alle lettere a) e c) l'adozione è consentita, oltre che ai coniugi, anche a chi non è coniugato. Se l'adottante è persona coniugata e non separata, il minore deve essere adottato da entrambi i coniugi. In tutti i casi l'adottante deve superare di almeno diciotto anni l'età di coloro che intende adottare (Corte costituzionale, con sentenza 31 gennaio - 2 febbraio 1990, n. 44 Gazz. Uff. 7 febbraio 1990, n. 6 - Serie speciale).



Bambini dimenticati: i destinatari dell'adozione in casi particolari

Il più interessante è sicuramente il caso previsto alla lettera c) all'interno del quale la preferenza accordata alla famiglia “classica” bigenitoriale (con i requisiti previsti dalla stessa norma) viene ad essere affiancata dalla possibilità che l'adozione (intesa come possibile realizzazione del preminente interesse del minore) possa essere effettuata da un single o da una persona separata. Tale forma di adozione è riservata a quei minori nei confronti dei quali non è possibile instaurare la condizione di affidamento preadottivo, minori dimenticati nel circuito dell'ospitalità temporanea per i quali la nuova famiglia – obiettivamente – non arriverà mai.

Questa categoria di “bambini dimenticati” è stata sostanzialmente tipizzata dalla giurisprudenza che indica possibile questa forma di adozione per bambini affetti da gravi handicap verso i quali nessuna coppia si disposta all'adozione (ovvero minori orfani nelle condizioni previste dall’art. 3 comma 1 della legge 5 febbraio 1993 n. 104) oppure “bambini dimenticati” da così tanto tempo all'interno delle strutture preposte che per ragioni di età hanno difficoltà ad essere inseriti nel contesto dell'adozione legittimante.

Effetti e procedura

L'adozione in casi particolari o non legittimante, è bene ricordare, non produce tutti gli effetti dell'adozione piena ed è soggetta a possibile revoca. Gli adottanti non avranno alcun diritto sugli eventuali beni del minore (acquisiti mortis causa) adottato mentre quest'ultimo non sarà perfettamente equiparato ad un figlio legittimo con ogni conseguenza in ordine ai diritti successori. La procedura è totalmente esente dal pagamento di ogni imposta e prevede, per il suo avvio, la presentazione di una domanda presso gli uffici del Tribunale per i Minori competente per territorio cioè il Tribunale del Distretto dove il minore di trova. La domanda dovrà indicare sia il nome del minore che si intende adottare nonché i motivi fondanti la richiesta di adozione in casi particolari. Al momento dunque, tale forma di adozione è l'unica alla quale possono accedere single o coppie di fatto (che però vengono considerate solo dalla parte del singolo componente che promuove la procedura) attesa l'inerzia del legislatore nazionale più volte sollecitato alla modifica ed all'ampliamento della disciplina (da ultimo Cassazione Civile Sezione I 14 febbraio 2011 n.3572).

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