Citazione ex articolo 149 codice assicurazioni eccezioni sulla legittimazione e prova del danno

Una recente sentenza del Tribunale di Roma relativa all'attivazione di una procedura ex articolo 149 Codice delle Assicurazioni. Difetto di legittimazione passiva del conducente convenuto e difetto della prova del danno.

Tizio, a seguito di un incidente stradale, dopo aver compilato con la controparte il modulo C.I.D. e non vedendosi risarcito in alcun modo dalla propria compagnia di assicurazione, conviene in giudizio quest'ultima assieme al proprietario del secondo veicolo. Assume quale prova del danno subito un preventivo di spesa e chiede idonea consulenza tecnica. Tuttavia, al momento della presentazione della domanda l'autovettura risulta essere stata venduta e quindi non più nella disponibilità dell'attore. Il convenuto Mevio, preliminarmente eccepito il difetto di legittimazione passiva, contesta altresì il fondamento della domanda sotto il profilo della prova del danno. Così Tribunale di Roma Sezione XII sentenza 447 del 9 gennaio 2014.

Dalla lettura dell'atto introduttivo si evince che Tizio ha inteso attivare la procedura di risarcimento diretto prevista dall'articolo 149 codice delle assicurazioni lamentando la negligente inerzia della sua compagnia per l'assicurazione rca Caio Assicurazioni la quale, nonostante la preventiva richiesta di risarcimento mediante lettera raccomandata a.r. Nnon aveva provveduto a formulare alcuna proposta liquidativa.

Com'è noto, ai sensi della normativa richiamata, la procedura di indennizzo diretto è utilizzabile solo nel caso di sinistro tra due veicoli a motore identificati ed assicurati per la responsabilità civile obbligatoria dal quale siano derivati danni al veicolo ed alla persona, patiti dal conducente non responsabile, con esiti micropermanenti (art.139 d.lvo 209/2005).

Così qualificata la domanda ex articolo 149 codice delle assicurazioni deve, quindi, essere dichiarata inammissibile quella proposta nei confronti del proprietario conducente del veicolo antagonista ritenuto responsabile del sinistro reso erroneamente destinatario della conventio in ius (non legittimato passivo ai sensi dell'articolo 149 codice delle assicurazioni, norma che esclude la partecipazione di tale soggetto nel giudizio – cfr. articolo 145 comma secondo cod. ass. cit.) dovendo limitarsi il Tribunale, in questa sede, ad accertare i presupposti previsti dal citato articolo 149, quantificare il danno subito dall'istante e condannare l'impresa assicuratrice del veicolo danneggiato suo assicurato.

Ora, sussistono nella specie i presupposti indicati dalla norma citata.

Ciò premesso, rilievo fondamentale ed assorbente determinante il rigetto della domanda di parte attrice è il difetto di prova – per la stessa parte – in ordine al quantum debeautur non avendo l'attore assolto adeguatamente l'onere probatorio su di lui incombente ai sensi dell'articolo 2967 codice civile (actor incumbit onus probandi).

La richiesta di consulenza tecnica d'ufficio sul veicolo, da effettuare sulla base della documentazione allegata e che alla data della richiesta era stata venduta, al fine di accertare l'entità dei danni subiti non è stata ammessa in quanto avrebbe avuto inamissibilmente carattere esplorativo.

Sul punto, va evidenziato come non è stata prodotta alcuna documentazione fiscale acclarante l'esborso effettivamente sostenuto per i necessari lavori ripristinatori del veicolo de quo essendo stato prodotto, oltre i rilievi fotografici, solo un preventivo di spesa.

Com'è noto, il preventivo di riparazione, in quanto atto valutativo proveniente da un terzo, può essere si valutato ex articolo 2729 codice civile, ma solo se unito ad altri elementi di prova.

In quest'ultimo caso, infatti, può costituire un riscontro di elementi forniti aliunde che corrobora quelli e ne è corroborato. Da solo ed in se considerato, esso non è che una valutazione ovvero la comparazione di uno stato di fatto con una operazione economica. Come valutazione, un simile documento – ove costituisca l'unico elemento addotto a sostegno delle richieste avanzate è assolutamente inidoneo a stimare un danno purchessia – mentre può concorrere come indizio, a formare il convincimento del giudice unitamente ad altri elementi di prova che spetta alla parte richiedente fornire, onere che nella specie non è stato adeguatamente assolto dall'attore.

Il Tribunale rigetta integralmente la domanda.

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