Dinamiche del conflitto nella separazione dei coniugi e nel divorzio.


Approfondimenti sulla separazione personale dei coniugi e sulle dinamiche della relazione di coppia nella prospettiva della conflittualità tra i partner. La separazione nella coppia (coniugale o meno) non può essere considerata solo ed esclusivamente quale atto formale inserito in una specifica procedura. Piuttosto, è una delle possibili strade verso la quale la vita della coppia può dirigersi: la comprensione dei meccanismi che portano alla formazione della coppia (il patto o legame iniziale), l'evoluzione dei legami con le famiglie di origine e con la prole, lo sviluppo della genitorialità ed il senso che il termine crisi vene ad assumere al momento della genesi del conflitto è lo strumento per una facile rinegoziazione delle relazioni familiari successivamente all'evento separazione e tanto al fine di ridurre o annullare le possibilità di conflitto tra gli ex-coniugi.

La separazione

Molto spesso (troppo spesso) il momento della separazione dei coniugi (qui inteso come il momento in cui l'istanza è portata innanzi al giudice) è accompagnato da una condizione di conflittualità - anche esasperata - che rende difficile se non impossibile la rinegoziazione delle relazioni familiari in vista dei nuovi assetti (specie in presenza di figli e/o figli minori). Ritengo sia utile un breve approfondimento sulle cause principali e sulle condizioni che possono determinare tale condizione di conflittualità al fine di comprendere come sia possibile un percorso di separazione il più "leggero" possibile.

Il ciclo vitale della coppia

E'bene premettere che la coppia (ogni coppia) ha un suo vero e proprio ciclo vitale il cui inizio è spesso condizionato da fattori ignorati dai partner. Parte di questo ciclo (se consideriamo le unioni eterosessuali ma anche quelle omosessuali... qualunque legame affettivo che porti alla formazione di una coppia) è costituito dal vissuto individuale condiviso all'interno delle famiglie di origine: ognuno dei partner è (nella coppia) ciò che è nel presente ma anche ciò che è stato (il vissuto che è stato il suo divenire). Come in una ipotetica staffetta, ogni nuova coppia si trova ad essere portatrice di un "testimone" alla cui costruzione parziale hanno contribuito le famiglie di origine (a loro volta portatrici di altri "testimoni" generazionali. Tuttavia non si deve interpretare tale affermazione nel senso di precludere una condizione di autonomia delle nuove coppie rispetto ai possibili condizionamenti generazionali ma, più correttamente, riconoscere la rilevanza più o meno ampia del background generazionale. In effetti ogni coppia vive (in modo autonomo) fasi ben definite della propria esistenza, assumendo via via ruoli e compiti differenti, sino (nel caso della nascita dei figli) ad essere trampolino di lancio per i soggetti che a loro volta potranno dar vita a nuove coppie e nuovi cicli vitali. Così, in una prospettiva ideale, il ciclo vitale di una coppia inizia dalla sua costituzione, si rafforza nella fase di consolidamento delle autonomie e nell'assunzione dei rispettivi ruoli (con le necessarie responsabilità dei partner), può scindersi nella duplicità del ruolo di partner e di genitore qualora vi sia la nascita di uno o più figli, può evolversi sino al termine dell'assunzione del ruolo genitoriale per tornare - ancora - ad una ulteriore fase in cui i partner tornano sostanzialmente ad i ruoli iniziali nel momento in cui si verifica la condizione di piena autonomia dei figli.

La costituzione della coppia

Molti autori hanno descritto in modo differente la fase di costituzione della coppia: dalla prospettazione dello stabilirsi di una relazione reciprocamente utilitaristica (per uno o per entrambi i partner) sino a descrizioni romantiche sulla natura dell'amore passando per tentativi (più o meno condivisibili) di ridurre la complessità del momento ad una semplice "alterazione" ormonale che vede coinvolti i partner in modo più o meno consapevole. Nulla si può prendere per vero in assoluto (specie dove il motore di tutto risiede nell'intimo dell'anima), ma è pur vero che alcune delle affermazioni portate dalle varie teorie possono essere considerate, almeno, utili alla comprensione delle dinamiche di costituzione di una coppia e questo al fine di comprendere come, in fondo, ciò che ha creato la coppia sia poi uno dei possibili motivi della sua fine. Anche questa affermazione potrebbe non essere vera in assoluto ma certo può essere un buon momento di comprensione e conoscenza.

Il legame con la famiglia d'origine

In questo senso i futuri partner possono essere considerati come portatori di istanze e compiti che sono stati loro attribuiti dalla relazione con la famiglia di origine e che, nella nuova coppia, trovano possibilità di realizzazione o attuazione. Così ci potranno essere partner pronti a costituire e vivere legami di coppia in piena autonomia dal vissuto condiviso con la famiglia di origine, come ci potranno essere partner che daranno vita a coppie la cui vera essenza non ha riscontro nel nuovo legame ma, al contrario, sarà ben legata (e condizionata) dal "programma" costruito nella famiglia di origine. Quindi, ad esempio, coppie che saranno costituite affinché uno dei partner assuma un ruolo ben definito all'interno della famiglia di origine o che venga a sostituirne uno dei componenti, oppure coppie che iniziano ad essere all'interno di una delle famiglie di origine o che trasportano in se alcuni dei componenti: la casistica e le ipotesi in questo senso sono davvero numerose.

L'incastro o patto di coppia

Questa dinamica, che spesso non è pienamente ed immediatamente conoscibile, si estrinseca in quello che si può agevolmente definire "incastro" o "patto di coppia": in altri termini ed al di là della mera rilevanza della fisicità (attrazione, desiderio e/o pulsioni di altro tipo), ciò che costituisce il vero motore del rapporto di coppia sono i compiti reciprocamente e tacitamente richiesti e, allo stesso modo, reciprocamente e tacitamente accettati. Possono essere così considerati il volersi sposare per uscire a tutti costi dalla famiglia di origine (magari da legami disfunzionali), il voler tacitamente "scambiare" o sostituire la propria figura con quella del partner in un legame simbiotico e via dicendo. Il tratto comune di tutte queste coppie sarà quello di mantenere un vincolo anomalo con la/le famiglie di origine con la conseguenza che la "vera" e necessaria identità della nuova coppia non potrà nascere e consolidarsi: un esempio banale (nella prospettiva dell'avvocato) può essere quello di imbattersi nella rivendicazione di una suocera onnipresente! Onnipresente non perché dotata di una super-volontà coercitiva nei confronti dei partner (magari lo sarà anche) ma onnipresente perché, per sua intima natura, la coppia non è in grado e non vuole tenerla fuori. Allo stesso modo può essere considerato il caso di una coppia che stabilisca di avere una vera e propria "simbiosi" (o più semplicemente necessità) di vivere un legame intenso con la/le famiglie di origine (tutti i giorni a pranzo ed a cena a casa dei suoceri).

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