Il divorzio: il divorzio inteso come definitiva cessazione degli effetti civili del matrimono ma anche come rottura e rinegoziazione del legame di coppia.


Approfondimento sul tema del divorzio, brevi accenni alle modalità per ottenere la cessazione degli effetti civili del matrimonio, breve riflessione sugli aspetti psicologici. Il divorzio giuridico segna il momento della definitiva cessazione degli effetti civili del matrimonio. L'acquisizione dello stato libero e la possibilità di contrarre un nuovo matrimonio costituiscono uno degli aspetti determinati da questo passaggio. Il divorzio è anche il momento della definitiva rottura del legame affettivo (divorzio psicologico) ed il momento in cui i rancori ed il conflitto della separazione possono nuovamente trovare spazio per svilupparsi.

Che cosa é il divorzio?

Il divorzio costituisce, dal punto di vista giuridico, l'atto formale che determina la cessazione degli effetti civili del matrimonio. Occorre specificare civili in quanto è possibile che il matrimonio sia frutto di una celebrazione" complessa" che produca effetti ulteriori ed avulsi al contesto strettamente giuridico (es. matrimonio concordatario).

Con il divorzio, oltre agli effetti sulla sfera patrimoniale, viene ad acquistarsi nuovamente (cosa che non avviene con la separazione legale) lo stato libero: gli oramai ex-coniugi potranno contrarre nuovamente matrimonio civile.

Nella normalità dei casi, cioè oltre ipotesi tassativamente previste dal legislatore, il divorzio segue la separazione legale (sia essa giudiziale che consensuale) protrattasi per almeno tre anni: in questo periodo di tempo non deve essere intervenuta riconciliazione tra i coniugi (nel senso che non si sia ripristinata l'unità familiare), deve essere cessata la coabitazione e deve essere venuta meno la c.d. affectio tra i coniugi.

Come si divorzia?

La procedura è oggi non dissimile da quella prevista per la separazione personale dei coniugi (che costituisce presupposto del divorzio), è possibile proporre sia un ricorso congiunto sia seguire la via contenziosa qualora non vi sia accordo sul contenuto dell'atto.

In entrambi i casi è necessaria ed ineludibile l'assistenza di un legale (due nel caso di divorzio giudiziale).

Come nel caso della separazione personale (giudiziale) è prevista l'emanazione di una sentenza c.d. parziale che determina piuttosto celermente (pochi mesi) la cessazione degli effetti civili del matrimonio e la conseguente annotazione nei registri di stato civile. L'eventuale contenzioso residuo (in genere di natura economica) sarà risolto in una successiva fase dal giudice adito.

Quando si divorzia?

Se dal punto di vista tecnico la risposta è semplice, dal punto di vista psicologico il discorso divorzio è molto complesso da affrontare specie se nella separazione la conflittualità della coppia è rimasta irrisolta.

In questo senso il divorzio costituisce la definitiva rottura di un legame che, nel corso degli anni, può aver assunto caratteristiche peculiari e alle volte patologiche. Infatti è bene comprendere come il termine "legame" non debba essere inteso (specie nel contesto delle dinamiche familiari) solo ed esclusivamente in senso positivo: spesso il conflitto interno che porta alla separazione non si esaurisce in essa ma, purtroppo, diventa lo strumento affinché una condizione distorta di rapporto continui ad essere motivo di "relazione" con il coniuge (legame disperante).

In questo vi è sicuramente una mancata elaborazione delle condizioni (oggettive e soggettive) che hanno determinato la separazione, una incapacità di gestione di sentimenti quali la rabbia o il risentimento nei confronti del coniuge, una difficoltà nel superare la visione fallimentare della propria vita di relazione, una scarsa capacità di reinvestimento in termini di costituzione di nuove realtà familiari e via dicendo. Spesso la volontà di divorziare non è altro che la necessità di riproporre i termini del conflitto vissuto nella separazione: il dolore del divorzio psichico viene estrinsecato in termini di rabbia e di necessità di procurare lo stesso dolore all'altro coniuge.

Anche il divorzio è quindi tappa di un percorso soggettivo che non può prescindere da una necessaria stabilizzazione dell'assetto della coppia (anche se solo in termini di coppia genitoriale), anche in questo caso, al fine di determinare un "quando" comune e non foriero di nuovi "vecchi" conflitti, può essere utile un percorso di mediazione familiare.

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