Decreto femminicidio: punti deboli del decreto.


Il decreto sul femminicidio: punti deboli delle forme di tutela poste a difesa della vittima ed azione di prevenzione

Questo decreto, come spesso accade, si caratterizza da tanta teoria e poca pratica, ancora una volta si rischia di agire reprimendo, pur di non scomodarsi troppo nel risolvere veramente i problemi.

Il femminicidio è un problema da affrontare a 360 gradi, con un forte impatto dal punto di vista culturale, questo decreto legge, invece, rappresenta una risposta istituzionale al problema, che pur in presenza di alcuni punti positivi, rimane lontana dalle reali esigenze delle donne e degli operatori che devono supportarle in questo percorso.

Alcune norme contenute nel decreto sono interessanti, come la previsione dell aggravante nei casi di violenze commesse alla presenza dei minori, l’ obbligo di arresto e allontanamento dell’ autore di maltrattamenti in caso di flagranza di reato, permesso di soggiorno alla vittima se di nazionalità straniera.

L’ intervento più apprezzato è, senza dubbio, la costante informazione alle parti offese sullo svolgimento dei procedimenti penali e l’ intervento sulle aggravanti.

Maggiori dubbi vengono sollevati sulla irrevocabilità della querela da parte della vittima, sembrerebbe un arma a doppio taglio, rendere la denuncia irrevocabile può far si che tante donne semplicemente ci rinunceranno in partenza a denunciare.

Altro problema che non si risolverà è l ‘ inadeguata formazione, soprattutto di forze dell’ ordine e di Tribunali, che non saranno in grado di distinguere tra situazioni di conflitto familiare e violenza, invece non c ‘è traccia alla formazione del personale.

In Italia le strutture di accoglienza che mettono le donne al centro delle relazioni di aiuto, sono poche, in questo decreto non si nominano finanziamenti ai centri antiviolenza e alle reti di supporto alle donne prima, durante e dopo la denuncia, non ci sono i centri di ascolto per gli uomini maltrattanti. Come si fa a parlare di prevenzione? Certo c’è l’allontanamento immediato del coniuge maltrattante, c’è l’arresto in flagranza dello stalker, e ben vengano queste nuove norme. Ma la prevenzione è anche altro.

Sembra che questo decreto legge voglia intervenire solo sul piano repressivo, sicuramente necessario, ma insufficiente per affrontare il fenomeno in tutta la sua complessità.

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