La possibilità di avere nuove relazioni e nuovi partner nella separazione personale dei coniugi o nel divorzio.


La possibilità di avere una nuova relazione durante la separazione o in vista del divorzio, considerazioni giuridiche e valutazioni sulle conseguenze della presenza del nuovo compagno o della nuova compagna anche in relazione ad eventuali trasferimenti di residenza o cambio di città.





Dunque, sotto il profilo giuridico (al di là di ogni altra valutazione) la sussistenza di una nuova relazione (un nuovo compagno o una nuova compagna) non trova ostacoli se non in relazione all'incidenza che questa può aver avuto quale causa della separazione, nell'ambito del divorzio la stessa valenza può rientrare negli elementi di valutazione dell'assetto successivo al verificarsi della cessazione degli effetti civile del matrimonio, come incidente sulle determinazioni patrimoniali (comunque legate al precedente giudizio di addebitabilità della separazione).

Più delicato è certamente il tema del rapporto tra la nuova relazione, o meglio il nuovo partner, e la prole intendendo - in questo caso - sia i rapporti diretti che gli eventuali effetti indiretti.

Una nuova relazione, un nuovo progetto di vita da attuare dopo la separazione o dopo il divorzio, è certamente qualcosa che deve essere considerato in termini positivi: segnala l'esistenza di una forte capacità di reinvestimento personale e costituisce anche l'indicatore del superamento del senso di fallimento rispetto alla precedente relazione. Se dunque dal punto di vista personale (come partner) la nuova relazione da accogliere favorevolmente (sempre che sia portatrice di un vero rinnovamento delle dinamiche di coppia e non sia - piuttosto - una "fotocopia" del precedente vissuto), nei confronti della prole (anche quella del nuovo partner!) la delicatezza e l'attenta riflessione devono essere le chiavi di lettura e di valutazione di ogni nuova scelta.

La nuova relazione, la nuova vita, comporterà l'instaurarsi di nuovi legami affettivi, di nuove relazioni e potrebbe comportare anche radicali mutamenti dello stile di vita: nuovo lavoro, trasferimenti in altre abitazioni, in altre città e quant'altro anche in conseguenza della presenza del nuovo compagno o della nuova compagna.

Il preminente interesse del minore (dei minori) dovrà quindi essere assunto quale linea guida di ogni scelta poste che, salvo casi del tutto eccezionali, lo status di separato o di divorziato non può essere considerato quale ostativo alla realizzazione di scelte personali (di vita) anche se, a ben guardare, è rilevante la forza di un pesante condizionamento culturale e sociale. Quindi, dal punto di vista giuridico, tali affermazioni si concretizzano, ad esempio, nella possibilità di realizzare trasferimenti di residenza (anche in altra città) per la soddisfazione delle esigenze del nuovo nucleo familiare (o personali del coniuge separato o divorziato) tenendo conto però in debita considerazione le esigenze di tutela della genitorialità. In tal senso la Corte di Appello di Bologna (20 dicembre 2006) ha affermato la "assoluta legittimità" del trasferimento del coniuge separato in una città differente da quella dove aveva vissuto sino al momento della separazione salvo determinare una modifica del regime di affidamento in ragione di garantire l'interesse della prole ad un equilibrato rapporto con l'altro genitore (frequentazioni) e tanto così come previsto dalla legge n.54 del 2006 nella modifica introdotta con l'articolo 155 quater del codice civile.

In conclusone, posti i limiti generali correlati all'autorizzazione alla cessazione dell'obbligo di convivenza e alla necessità di adottare una condotta improntata al mutuo rispetto nella separazione o con l'estrinsecarsi degli effetti della dichiarazione di cessazione degli effetti civili del matrimonio nel divorzio, appare legittima la possibilità che la capacità di reinvestimento e di realizzazione di una nuova progettualità di vita possa estrinsecarsi in una nuova relazione, nell'idea di intraprendere un nuovo percorso con un nuovo compagno o una nuova compagna. Tuttavia, nel caso in cui siano presenti figli minori (anche nel contesto della nuova unità familiare) è necessario che ogni scelta, seppur legittima, debba essere improntata a prudenza e debba tener conto dei reali e preminenti interessi (affettivi e di relazione) della prole.

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