Le agevolazioni della legge 104/1992 ed il personale militare.


Legge 104/1992: l'appartenenza ad un corpo militare dello Stato determina una particolare situazione nella quale lo status di militare condiziona la concessione delle agevolazioni previste dalla norma.

Le agevolazioni della legge 104/1992 ed il personale militare.

Uno dei temi più ricorrenti in sede di consulenza legale nello specifico settore è la valutazione del diniego da parte dell'Amministrazione Militare dei benefici previsti dalla legge 104 ed in particolare rispetto alle agevolazioni previste riguardo alla possibilità di ottenere uno spostamento della sede di lavoro (in questo caso reparto di assegnazione).

In sintesi il tema è relativo alle domande proposte in ragione della presenza di un familiare portatore di handicap verso il quale il militare si trovi a prestare la propria assistenza. Sulla questione, anche considerato l'elevato numero di ricorsi verso i provvedimenti di diniego, si è andata formando nel corso degli anni una corposa giurisprudenza oltre a numerosi interventi della stessa Amministrazione (circolari) con carattere esplicativo.

In tal senso, precisato che la ratio della norma nella parte in cui prevede la possibilità di ottenere il riavvicinamento al nucleo familiare del personale militare destinato ad altra sede non è quella di consentire “solo” la riunione del nucleo familiare ma quella di ottenere una effettiva agevolazione nei confronti del soggetto portatore di handicap che, a causa della lontananza della sede di servizio, si troverebbe privato della necessaria assistenza: corollario di tale affermazione è che il militare richiedente sia colui che prevalentemente si occupa fornisce assistenza al soggetto prima detto. Lo scopo della norma è dunque rendere più agevole e meno gravosa l'assistenza non la ricomposizione del nucleo familiare. Tale precisazione, nonché le inevitabili conseguenze in ordine all'ammissibilità delle richieste di concessione delle agevolazioni, sembra creare una condizione di disparità del soggetto richiedente appartenente alle forze armate rispetto, ad esempio, al personale civile della Pubblica Amministrazione.

Dall'analisi della giurisprudenza ormai consolidata, il dato emergente è di diversa valenza: ciò che rende peculiari i criteri di valutazione deve essere ricercato nel particolare status del personale delle Forze Armate, il militare infatti soggiace – proprio per la natura del suo ruolo – ad esigenze particolari rispetto – ad esempio – all'assegnazione ad un reparto piuttosto che ad un altro in ragione delle specifiche esigenze connesse al ruolo assunto. Così, le esigenze personali (tra le quali la necessità di assistere un familiare) vengono ad essere subordinate “alle prioritarie esigenze di servizio” (T.A.R. Campania – Napoli – Sez. VI 8 gennaio 2009 n.27 e anche T.A.R. Campania – Napoli – Sez. VII 16 novembre 2006 n. 9729).

Tale orientamento, tuttavia, non deve essere inteso come “preclusivo” in assoluto ma – piuttosto – come attestazione della necessità per il richiedente di dimostrare in sede di presentazione dell'istanza, ogni elemento (oggettivamente rilevante) che possa orientare la decisione in senso favorevole: in altri termini è necessaria la dimostrazione che l'elemento spaziale (cioè la lontananza) sia tale da concretizzare una effettiva compromissione del ruolo assistenziale del richiedente nei confronti del portatore di handicap (non il pregiudizio rispetto al legame affettivo) quando, ad esempio, il richiedente sia l'unico a poter prestare la necessaria assistenza al disabile (ancora T.A.R. Campania Sez. VII 7 novembre 2005 n.18593). In buona sostanza è legittimo il diniego dell'Amministrazione qualora l'istante non abbia fornito adeguata documentazione probatoria rispetto alla sussistenza dei presupposti per la concessione delle agevolazioni o qualora, dalla valutazione della documentazione prodotta, emerga la circostanza della possibilità che altri familiari possano prestare (anche più agevolmente) la loro assistenza verso il familiare.

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