Profilazione del cliente, marketing, analisi delle preferenze e geolocalizzazione: analisi ed aggregazione dei dati e tutela della privacy.


La possibilità di coordinare tra loro le moderne tecnologie di comunicazione al fine di ottenere dati utili alla profilazione invasiva del cliente / utente in relazione alla normativa in materia di tutela dei dati personali. La pubblicità comportamentale e la profilazione del cliente.





Tizio, il suo personal computer, il suo smartphone ed altro...

Dopo la faticosa giornata lavorativa (o meno), Tizio arriva finalmente alla sua casetta, sistema la spesa e si concede qualche momento di relax... davanti al personal computer domestico o giocherellando con il suo smartphone.... semplicemente utilizzando il suo personal computer (connesso alla rete internet) consente l'invio di “dati anonimi” relativi all'utilizzo della macchina o del software... “dati anonimi” che però provengono da un computer perfettamente identificato (la licenza d'uso del sistema operativo è nominativa) e localizzato a livello geografico. Statistiche di utilizzo che si riferiscono tanto all'hardware quanto al software: dunque potrei tranquillamente sapere quando Tizio accende il suo personal computer e cosa ci combina... se masterizza un compact disk con le foto delle vacanze, se ascolta musica, se guarda un film e via dicendo... praticamente qualunque delle attività di Tizio può essere soggetta ad analisi ed il risultato ricondotto ai suoi dati identificativi personali.

Lo sconfinamento nella sfera dei dati sensibili.

Dall'utilizzo del personal computer è possibile ricavare o dedurre dati sensibili riconducibili a dati identificativi o personali del soggetto? Purtroppo direi di si, si relativamente al fatto che l'acquisizione dei dati possa essere estremamente precisa e si rispetto al fatto che questa sia pressoché continua. Quando Tizio si collega alla rete internet per accedere, ad esempio, ai servizi di televisione on demand... consente di profilare i suoi “gusti” di telespettatore e tutto ciò che a questa sfera è possibile ricondurre. Questo esempio, tuttavia, non è dei più eclatanti: Tizio potrebbe avviare la visione del film o del particolare programma televisivo ed allontanarsi dalla postazione: esiste la possibilità che i dati acquisibili siano invece frutto di attività volontarie proprie di Tizio espressive di sue caratteristiche personali? Si, l'analisi – ad esempio – degli accessi a siti web o la partecipazione (altro esempio) a social network. Come? Attraverso l'aggregazione dei dati direttamente forniti dallo stesso utente con quelli desumibili dall'analisi dei contenuti fruiti.

L'esempio dei motori di ricerca.

Un piccolo esempio pratico per chiarire la portata dei concetti. Tizio accede alla rete internet per leggere delle notizie piuttosto che guardare la televisione... apparentemente nulla di particolare.. apparentemente. In realtà il buon Tizio (nel caso di accesso dalla postazione fissa corrispondente al personal computer domestico) si è già “presentato” con le proprie credenziali (i suoi dati identificativi): al provider di servizi telematici si è presentato dichiarando:

  • chi sono: Tizio, abbonato numero... cioè ha fornito tutti i suoi dati identificativi anagrafici e di localizzazione spaziale che verranno trasformati nel suo indirizzo i.p.;

  • con cosa mi collego alla rete: tutti i dati relativi alla postazione che sta utilizzando (sistema operativo, software di navigazione, tipo di schermo, impostazioni personali di visualizzazione e quant'altro);

  • nel caso, il software installato sul personal computer (oltre il sistema operativo) inizia a spedire al proprio produttore “le statistiche anonime di utilizzo”....

Tizio ha appena acceso il proprio pc e già un buon numero di soggetti sanno che è connesso, chi è, quando, dove e cosa ha fatto con il suo pc e cosa sta facendo! ...pochi secondi! Tizio punta il collegamento alla pagina di notizie proposta dal suo motore di ricerca preferito... e decide di leggere una singola notizia... magari Tizio, per sua comodità (apparente) si registrato come utente sullo specifico servizio (fornendo tutti i dati identificativi del caso) e ha indicato le preferenze riguardo alle notizie che desidera leggere. Anche il “motore di ricerca” (o qualunque altro servizio offerto sfrutti tale sistema di personalizzazione) è in grado di conoscere “qualcosa di più” di Tizio probabilmente senza che lo stesso Tizio ne sia consapevole. Ma come? Ad esempio analizzando il suo comportamento davanti alla singola pagina (analisi “in page”) visualizzata: confrontando il tempo medio di permanenza sulla stessa per verificare la profondità della lettura ed il grado di apprezzamento del contenuto, per analizzare il comportamento successivo alla lettura (es. guardi altre notizie e se si di che tipo oppure ti metti a giocare) ovvero analizzando i “percorsi di navigazione”. Da questi dati posso sicuramente ottenere indicazioni rilevanti rispetto, ad esempio, all'orientamento politico relazionando l'interesse verso le notizie fornite da una determinata testata giornalistica piuttosto che da un'altra, il grado culturale (guardando alla tipologia di contenuti fruiti) e perché no, l'orientamento religioso, filosofico... sessuale e quant'altro. Posso affinare ulteriormente le informazioni relative al profilo di Tizio guardando anche che cosa cerca: l'analisi delle cosìdette query di ricerca. Cosa scrivi, come lo scrivi, quando lo scrivi e quale risultato visualizzi in seguito al risultato della ricerca sono altri, importanti, elementi di profilazione (definizione delle caratteristiche personali dell'utente Tizio). Questa semplice operazione può essere resa ancora più semplice dalla proposta di installazione di una specifica “toolbar” nel proprio browser internet: null'altro che uno specifico software che si occupa di costruire una sorta di storico delle ricerche effettuate dall'utente nonchè delle sue attività sul web... e di inviare questi dati a qualcuno... Nel caso dei social network, dei forum o comunque di servizi analoghi c'è di più: posso conoscere l'espressione attiva del profilo di Tizio analizzando ciò che egli stesso scrive: ancora una volta accanto ai dati identificativi e personali di Tizio si realizza la concreta possibilità di profilazione ed aggregazione di dati che – senza ombra di dubbio – sconfinano nel novero dei “dati sensibili”.Posso conoscere (tramite un social network o tramite la rubrica dei contatti di un servizio di posta elettronica) la rete sociale (composizione quantitativa e qualitativa) di Tizio, posso conoscere buona parte delle sue modalità di interazione con la stesse sia sotto il profilo soggettivo che spaziale e temporale: Tizio accede al suo social network preferito tramite lo smartphone... troppi dati si possono dedurre: lo ha fatto di domenica o durante l'orario di lavoro? Da dove lo ha fatto?

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