V Congresso A.N.A.ME.F. - Associazione Nazionale Avvocati Mediatori Familiari
II Sessione - Coordinatore Avv. Barbara Manganelli
La violenza assistita intrafamiliare e l'orientamento alla mediazione.


La violenza assistita intrafamiliare, una breve definizione ed una riflessione sul ruolo dell'avvocato come figura potenzialmente co-responsabile nel sostentamento del conflitto della coppia coniugale in vista della separazione, l'orientamento alla mediazione come strategia di deflazione del conflitto.





oppure

-il coniuge dell'odierna parte attrice, violando ripetutamente i doveri nascenti dal vincolo matrimoniale, veniva - con la sua condotta - a determinare le condizioni di improseguibilità della convivenza.

facile immaginare le conseguenze nel caso in cui il primo atto venga ad essere utilizzato come "munizione" in una ipotetica discussione: "ecco quello che hai fatto! Lo ha scritto pure l'Avvocato!"

L'orientamento alla mediazione e la deflazione del conflitto

A questo punto è più che chiara la portata che il trasferimento delle istanze dal Cliente all'Avvocato comporta, ed è anche chiara la responsabilità che necessariamente grava sul professionista se l'idea fondamentale è quella di operare correttamente una profonda valutazione degli interessi che, specie nell'ambito del diritto di famiglia, sono in gioco.

Oltre i doveri concernenti l'assistenza della parte, infatti, è necessaria una specifica predisposizione ad una visione allargata del territorio del conflitto familiare e dei suoi attori spesso soggetti davvero inermi e vere e proprie vittime: i figli!

In questa prospettiva non è sufficiente una semplice attuazione di "doveri" intesi come applicazione di una routine come ad esempio può essere la costante proposizione - poi disattesa - relativa al raggiungimento di accordi per una separazione consensuale ab origine disattesa da un ricorso per separazione giudiziale pronto per il deposito! E' necessario un vero e proprio salto di qualità ed un profondo cambiamento di prospettiva: comprendere come l'efficacia dell'agire dell'avvocato (specie dove le istanze portate dal cliente hanno profonde implicazioni di ordine psicologico come nel settore del diritto di famiglia) sia facilmente raggiungibile attraverso un preliminare orientamento alla mediazione ed alla deflazione reale del conflitto.

Come?

Guardando alla mediazione familiare ed al ruolo del mediatore è possibile comprendere come l'essenza della stessa (del percorso di mediazione) sia quella di creare le condizioni all'interno delle quali possa attuarsi un processo di "self empowerment": le parti in conflitto, attraverso l'attività del mediatore, riescono a costruire autonomamente e congiuntamente accordi dirimenti il conflitto.

In buona sintesi, il mediatore familiare - in una posizione di assoluta neutralità - fornisce alle parti gli strumenti attraverso i quali ridurre ed eliminare il conflitto riposizionando le reciproche prospettive e consente che le energie prima destinate al sostentamento del conflitto (distruttive) vengano impiegate nella costruzione dell'accordo (costruttive).

Per l'Avvocato, l'orientamento alla mediazione ed alla deflazione del conflitto si traducono in primo luogo nella necessità di filtrare le istanze che formano la delega di cui si è detto, intesa sia sotto il profilo strettamente tecnico che sotto il profilo psicologico, ma anche nella consapevolezza che tale impostazione (agire in vista di..) deve essere restituita all'assistito: questi non deve trovare una predisposizione all'amplificazione (l'ottimizzazione in funzione della vittoria) ma deve essere posto nelle condizioni di poter percepire il vantaggio (operazione di predisposizione alla mediazione) di un cambiamento di prospettiva rispetto al conflitto (operazione di deflazione del conflitto).

E' dunque in questo senso, ovvero acquisizione di specifiche competenze (ovviamente senza sovrapposizione di distinte professionalità), che si dovrebbe costruire uno specifico orientamento alla mediazione familiare ed una tensione alla deflazione della conflittualità tra i partner: accoglienza, ascolto e rimodulazione delle istanze sono dunque i passaggi preliminari, corretta interpretazione e restituzione al Cliente sono il completamento di un agire che sicuramente è compatibile con i doveri deontologici e che anzi tende a rafforzarne la valenza.

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