Il processo penale minorile e la definizione anticipata: il ruolo del difensore nelle possibilità di applicazione dell'articolo 27.


Approfondimento sul processo penale minorile e sulla possibilità di definizione anticipata dello stesso in relazione all'articolo 27 del decreto 488 del 1988: il ruolo del difensore nella valutazione dei presupposti.

Partendo dal presupposto che, nell'ambito dell'ordinamento italiano, le caratteristiche peculiari attuali del processo penale minorile sono affermazione relativamente recente (1988 formulazione delle caratteristiche del processo penale a carico di imputati minori con il D.p.r. 22 settembre 1988 n.448 Approvazione delle disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni e pochi anni prima le raccomandazioni contenute nelle c.d. "regole di Pechino" anticipatrici della Convenzione O.N.U. sui diritti dell'infanzia da parte del legislatore, ancora oggi la pratica quotidiana svela, piuttosto spesso, la scarsa conoscenza delle caratteristiche intrinseche dello stesso con una conseguente tendenza all'affermazione di una semplificazione riduzionistica spesso eccessiva.

Se da un lato è vero che il processo penale minorile trova la sua radice nell'impianto procedurale ordinario e fonte dell'indagine sulla sussistenza dell'eventuale responsabilità è la medesima della fattispecie prevista in conseguenza dell'agire della persona maggiore di età, è pur vero che la logica sottesa è profondamente differente da quella propria del rito ordinario. L'articolo 1 del D.p.r. 448/1988 infatti traccia espressamente una profonda differenziazione dall'ambito "ordinario" prevedendo che le norme del codice di procedura penale siano "applicate in modo adeguato alla personalità e alle esigenze educative del minorenne" attribuendo al giudice il compito di illustrare "all'imputato (minorenne) il significato delle attività processuali che si svolgono in sua presenza nonché il contenuto e le ragioni anche etico-sociali delle decisioni" riconoscendo la particolare posizione del minore che viene ad assumere la qualifica di imputato: il processo dunque, e nel caso si giunga alla sua celebrazione, assume il significato di luogo esperenziale dove prevale il momento educativo ed il recupero, luogo dove la devianza è percepita come rischio da scongiurare attraverso una vera partecipazione collettiva di tutte le figure istituzionali: in questo senso di delinea la funzione ulteriore (educativa e di recupero) rispetto al processo penale ordinario.

Il processo penale minorile, infatti, può trovare il coronamento della sua peculiare funzione a prescindere dal fatto qualora sia effettivamente salvaguardata (in termini di giudizio prognostico orientato al futuro) la personalità del minore ed il suo sviluppo.

Così, ulteriore esempio della peculiare impostazione, l'articolo 5 dello stesso D.P.R. prevede una particolare specializzazione (attitudini e competenze) anche per il personale che andrà a costituire le sezioni specializzate di polizia giudiziaria presso i Tribunali per il minorenni come anche, in relazione alla difesa dell'imputato oltre quanto previsto dall'articolo 97 del codice di procedura penale, i Consigli degli Ordini (avvocati) predispongono apposite liste contenenti i nominativi dei difensori con specifica preparazione nel diritto minorile.

Tanto in ragione di una vera e propria "centralità del minore" ribadita in più ambiti (cfr. lettera circolare Dipartimento Giustizia Minorile - 28 dicembre 2006 - Modello organizzativo, operativo, funzionale e strutturale dei centri di prima accoglienza) così definita in vista della realizzazione del suo pieno recupero che si estrinseca anche nella definizione di peculiari misure cautelari (non da ultimo l'intervento della Corte Costituzionale con la dichiarazione di illegittimità dell'art. 23 n.2 lett.b con sentenza 26 luglio 2000 n.359) che non possono essere di natura e specie diverse da quelle espressamente previste e che, comunque, devono tener conto della necessità di non interrompere processi educativi in atto quali, ad esempio, la frequenza scolastica.

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