Tutela del consumatore: piccolo vademecum sulle pratiche commerciali ingannevoli, scorrette, illecite e strumenti di tutela per il consumatore.


La vigente normativa in materia di protezione del consumatore dalle pratiche commerciali ingannevoli e le specifiche previsioni del decreto legislativo 6 settembre 2005 numero 206.





23. Pratiche commerciali considerate in ogni caso ingannevoli.

1. Sono considerate in ogni caso ingannevoli le seguenti pratiche commerciali:
a) affermazione non rispondente al vero, da parte di un professionista, di essere firmatario di un codice di condotta;
b) esibire un marchio di fiducia, un marchio di qualità o un marchio equivalente senza aver ottenuto la necessaria autorizzazione;
c) asserire, contrariamente al vero, che un codice di condotta ha l'approvazione di un organismo pubblico o di altra natura;
d) asserire, contrariamente al vero, che un professionista, le sue pratiche commerciali o un suo prodotto sono stati autorizzati, accettati o approvati, da un organismo pubblico o privato o che sono state rispettate le condizioni dell'autorizzazione, dell'accettazione o dell'approvazione ricevuta....(omissis)...;

24. Pratiche commerciali aggressive.

È considerata aggressiva una pratica commerciale che, nella fattispecie concreta, tenuto conto di tutte le caratteristiche e circostanze del caso, mediante molestie, coercizione, compreso il ricorso alla forza fisica o indebito condizionamento, limita o è idonea a limitare considerevolmente la libertà di scelta o di comportamento del consumatore medio in relazione al prodotto e, pertanto, lo induce o è idonea ad indurlo ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso.

25. Ricorso a molestie coercizione o indebito condizionamento.

1. Nel determinare se una pratica commerciale comporta, ai fini del presente capo, molestie, coercizione, compreso il ricorso alla forza fisica, o indebito condizionamento, sono presi in considerazione i seguenti elementi:
a) i tempi, il luogo, la natura o la persistenza;
b) il ricorso alla minaccia fisica o verbale;
c) lo sfruttamento da parte del professionista di qualsivoglia evento tragico o circostanza specifica di gravità tale da alterare la capacità di valutazione del consumatore, al fine di influenzarne la decisione relativa al prodotto;
d) qualsiasi ostacolo non contrattuale, oneroso o sproporzionato, imposto dal professionista qualora un consumatore intenda esercitare diritti contrattuali, compresi il diritto di risolvere un contratto o quello di cambiare prodotto o rivolgersi ad un altro professionista;
e) qualsiasi minaccia di promuovere un'azione legale ove tale azione sia manifestamente temeraria o infondata.

26. Pratiche commerciali considerate in ogni caso aggressive.

1. Sono considerate in ogni caso aggressive le seguenti pratiche commerciali:
a) creare l'impressione che il consumatore non possa lasciare i locali commerciali fino alla conclusione del contratto;
b) effettuare visite presso l'abitazione del consumatore, ignorando gli inviti del consumatore a lasciare la sua residenza o a non ritornarvi, fuorché nelle circostanze e nella misura in cui siano giustificate dalla legge nazionale ai fini dell'esecuzione di un'obbligazione contrattuale;
c) effettuare ripetute e non richieste sollecitazioni commerciali per telefono, via fax, per posta elettronica o mediante altro mezzo di comunicazione a distanza, fuorché nelle circostanze e nella misura in cui siano giustificate dalla legge nazionale ai fini dell'esecuzione di un'obbligazione contrattuale, fatti salvi l'articolo 58 e l'articolo 130 del d.lgs. 196/2003;
d) imporre al consumatore che intenda presentare una richiesta di risarcimento del danno in virtù di una polizza di assicurazione di esibire documenti che non possono ragionevolmente essere considerati pertinenti per stabilire la fondatezza della richiesta, o omettere sistematicamente di rispondere alla relativa corrispondenza, al fine di dissuadere un consumatore dall'esercizio dei suoi diritti contrattuali;
e) salvo quanto previsto dal d.lgs. 177/2005 e successive modificazioni, includere in un messaggio pubblicitario un'esortazione diretta ai bambini affinché acquistino o convincano i genitori o altri adulti ad acquistare loro i prodotti reclamizzati;
f) esigere il pagamento immediato o differito o la restituzione o la custodia di prodotti che il professionista ha fornito, ma che il consumatore non ha richiesto, salvo quanto previsto dall'articolo 54, comma 2, secondo periodo;
g) informare esplicitamente il consumatore che, se non acquista il prodotto o il servizio saranno in pericolo il lavoro o la sussistenza del professionista;
h) lasciare intendere, contrariamente al vero, che il consumatore abbia già vinto, vincerà o potrà vincere compiendo una determinata azione un premio o una vincita equivalente, mentre in effetti non esiste alcun premio né vincita equivalente oppure che qualsiasi azione volta a reclamare il premio o altra vincita equivalente è subordinata al versamento di denaro o al sostenimento di costi da parte del consumatore.

39. Regole nelle attività commerciali.

  1. Le attività commerciali sono improntate al rispetto dei principi di buona fede, di correttezza e di lealtà, valutati anche alla stregua delle esigenze di protezione delle categorie di consumatori.

E... se la "brutta sorpresa" è comunque arrivata?

La prima cosa da fare, oltre a leggere ben bene cosa effettivamente si è firmato e se ci sono "vie d'uscita", è predisporre una lettera (a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno) per comunicare "in data certa" le nostre doglianze e le nostre intenzioni rispetto al contratto (normalmente recesso). Oltre quanto prevede la normativa specifica in materia di tutela dei diritti del consumatore è bene ricordare, ai fini della sorte del contratto, che spesso - anche se sono decorsi i normali termini per l'esercizio del diritto di recesso (ad esempio a seguito di ripensamento) - vi sono ulteriori condizioni che giustificano la volontà di interrompere il rapporto contrattuale e che sono strettamente legate a fasi successive alla stipula del contratto stesso. In caso, peraltro prevedibile, di risposta negativa del contraente "furbo" è bene rivolgersi nel più breve tempo possibile ad una associazione di consumatori o ad un avvocato, entrambi in grado di tutelare in modo incisivo le ragioni del consumatore.

Argomenti correlati

Dal volantino davanti alla scuola... all'enciclopedia da 7000 euro!

Profilazione del cliente, marketing, analisi delle preferenze e geolocalizzazione: analisi ed aggregazione dei dati e tutela della privacy.
La possibilità di coordinare tra loro le moderne teconoligie di comunicazione al fine di ottenere dati utili alla profilazione invasiva del cliente / utente in relazione alla normativa in materia di tutela dei dati personali.

Il tuo smartphone, la tua vita nel palmo della tua mano... no.. scusa... in quella degli altri! la pubblicità comportamentale ha quale presupposto la profilazione dell'utente. Oggi quest'attività ha raggiunto una profondità tale che non è più possibile parlare di adeguamento delle proposte alle preferenze ma, piuttosto, di vera e propria possibilità di influenzare, condizionare e determinare scelte di consumo e di vita.

Altre Iniziative

L'informazione giuridica e legale per tutti:il portale per gli approfondimenti nelle materie del diritto della famiglia (separazione e divorzio), diritto penale e penale minorile e la tutela del consumatore.

Servizi di consulenza legale ON-LINE: lo Studio legale offre, mediante la compilazione degli appositi modelli di richiesta, la possibilità di usufruire di un servizio di consulenza legale on line.

Il formulario civile e penale: atti predisposti nelle materie del diritto civile e del diritto penale, modulistica varia.