Sigaretta elettronica si o no? Questioni relative alla tutela del consumatore.


Osservazioni ed approfondimenti sulla regolamentazione attuale dei dispositivi per il fumo elettronico – sigarette elettroniche o e-cig – e sui liquidi aromatici destinati all'inalazione. La sempre maggiore diffusione delle sigarette elettroniche pone diversi interrogativi sulla sicurezza nell'impiego del prodotto e sulla sua eventuale nocività. Questo approfondimento vuole essere una piccola guida alla scelta funzionale alla normativa attuale in materia sia sotto i profili di sicurezza della sigaretta elettronica, sia sotto il profilo della sicurezza e della possibile tossicità dei liquidi aromatizzati.

Che cosa è la sigaretta elettronica?

Un dispositivo concettualmente semplicissimo: una fonte di energia elettrica (una batteria), un interruttore ed una resistenza posta a contatto con un liquido contenente o meno nicotina e aromi vari. All'accensione il riscaldamento del liquido, riscaldamento prodotto dal calore generato, provoca la sua evaporazione... aspirando questo vapore, l'utilizzatore ha l'impressione (ed alcuni degli effetti) del fumo di una sigaretta tradizionale. Sotto questo punto di vista la sigaretta elettronica si caratterizza per l'assenza di combustione e quindi per l'assenza di tutti i prodotti derivanti dalla trasformazione indotta dalla combustione stessa, inoltre l'utilizzatore non inala monossido di carbonio. In sintesi, la sigaretta elettronica fondamentalmente non è altro che un modo diverso (uno dei tanti) attraverso il quale è possibile assumere nicotina (se questo è l'uso che se ne vuole fare); è dunque alternativa, ad esempio, ad un aerosol o ad una caramella o gomma da masticare...

Quali possono essere i potenziali problemi per il consumatore?

Fondamentalmente, guardando semplicemente al dispositivo, pochi e facilmente prevedibili... al contrario, le possibili implicazioni relative all'uso meritano alcune attenzioni. Se consideriamo il dispositivo (il suo utilizzo) come orientato alla risoluzione del problema del tabagismo (o quantomeno al contenimento degli effetti negativi) non si può che esprimere un giudizio favorevole almeno nell'ottica di un giudizio di bilanciamento degli effetti negativi che l'utilizzo di una sigaretta tradizionale comporta. In questa prospettiva le questioni fondamentali si riducono alla necessità di una normale regolamentazione delle caratteristiche tecniche minime che il dispositivo in quanto tale deve possedere per essere considerato un “prodotto sicuro” e della regolamentazione delle caratteristiche del prodotto destinato all'inalazione.

Le caratteristiche del dispositivo:

Sembra che sia nulla da “inventare”. Le componenti fondamentali sono un caricabatterie, una batteria ed una resistenza funzionante a bassa potenza: i rischi potenziali sono quelli collegati alla natura dei prodotti... folgorazione, incendio, esplosione ed in merito una disciplina specifica è già esistente ed in generale il prodotto dovrebbe essere conforme alla direttiva 2001/95/CE in materia di sicurezza generale dei prodotti immessi in commercio. In buona sostanza le batterie dovrebbero essere conformi (cioè il produttore deve dichiararne la conformità) a quanto previsto dal D.Lgs. 20 novembre 2008 n. 188 in attuazione della direttiva 2006/66/CE concernente appunto pile, accumulatori e relativi rifiuti (abroga la direttiva 91/157/CEE) in quanto riconducibili alle categorie indicata nell'articolo 2 lettere b,c, e d a seconda della configurazione con le necessarie e specifiche indicazioni relative allo smaltimento apposte sulla confezione. Il caricabatterie dovrebbe presentare una dichiarazione di conformità almeno alla direttiva 2006/95/CE (c.d. direttiva bassa tensione) in quanto apparato espressamente ricadente nel campo di applicazione previsto dalla stessa direttiva ovvero apparecchiature con tensione di alimentazione (o di uscita) compresa tra 50 e 1000V in corrente alternata nonché le indicazioni relative allo smaltimento e quelle relative alle specifiche dei materiali utilizzati per la produzione (2002/95/CE, 2002/96/CE e 2003/108/CE... riduzione impiego sostanze pericolose e questo anche per tutta l'eventuale componentistica elettronica eventualmente presente all'interno della sigaretta). Davvero pochi produttori dichiarano anche la “compatibilità aggiornata” ovvero quella relativa alle direttive 2004/108/CE (compatibilità elettromagnetica) e direttiva 2011/65/UE (restrizione dell’uso dei materiali inquinanti negli AEE).

Le caratteristiche dei liquidi aromatici:

La questione fondamentale riguarda i liquidi contenenti nicotina (3-(2-(N-metilpirrolidinil))piridina secondo la classificazione IUPAC) in quanto tale sostanza è un alcaloide ad elevata tossicità (è una componente di alcuni insetticidi tanto per fare un esempio). In caso di presenza di nicotina quindi il prodotto deve essere conforme a particolari requisiti (chissà per quale motivo però tale disciplina non trova applicazione per le sigarette tradizionali... forse perché davvero non le comprerebbe più nessuno!!!) anche di etichettatura. In primo luogo deve essere presente l'indicazione di tossicità secondo la marcatura standard con pittogrammi: in questo caso l'indicazione è rappresentata da un quadrato con fondo arancione contenente una X nera e la dicitura xn con le seguenti avvertenze espresse in modo chiaro e legibile

  • Avvertenze/Indicazioni di pericolo/Consigli di prudenza:
    • Vietata la vendita ai minori di 18 anni Nocivo in caso di ingestione
    • Nocivo a contatto con la pelle Manipolare con guanti protettivi
    • Tenere fuori dalla portata dei bambini Conservare sotto chiave

Dovrebbero (devono) essere presenti anche le indicazioni brevi riguardanti la tossicità del prodotto ovvero le sigle R21 (nocivo a contatto con la pelle) e R22 (nocivo in caso di ingestione). Inoltre, in quanto prodotto contenente una sostanza tossica, deve essere indicato il produttore e deve esistere una “scheda di sicurezza” del prodotto (regolamento 2006/1907/CE) in ragione della necessaria conformità alle direttive direttiva 67/548/CEE e 1999/45/CE, del regolamento 1272/2008. Per i liquidi che non contengono nicotina l'indicazione di conformità dovrebbe avvenire per espressa esclusione con affermazione della sussistenza dei requisiti indicati dalla direttiva 67/548/CE e dal regolamento 1972/2008.

Lo stato delle cose relativamente alle eventuali controindicazioni come rischio generale per la salute.

Sotto questo punto di vista, sinceramente, c'è poco... nel senso che manca al momento la possibilità di valutare la presenza di eventuali effetti dannosi sul lungo periodo. Tuttavia è bene ricordare che il rapporto relativo alla presenza di sostanze tossiche tra una sigaretta normale ed una elettronica è stimato in 4000 a 2! Nel giugno 2012 l'Istituto Superiore di Sanità ha parzialmente affrontato la questione sollevando la questione relativa al fatto che la sigaretta elettronica possa rappresentare un fattore di rischio verso la dipendenza da nicotina nei giovani... ad oggi la vendita è effettivamente vietata ai minori di anni 18. Nello stesso parere è stata esclusa l'applicazione della direttiva 2001/37/CE (tabacco) e 2001/83 (medicinali per uso umano) nonché 93/42 (dispositive medicali) prevedendo invece la compatibilità verso l'applicazione delle direttive 2001/95/CE, 1999/45/CE e del regolamento 1272/2008.

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