Tutela del consumatore: piccolo vademecum sulle pratiche commerciali ingannevoli, scorrette, illecite e strumenti di tutela per il consumatore.


Articolo di approfondimento sulle pratiche commerciali scorrette, ingannevoli o illecite, alcuni esempi in riferimento alle vigente normativa di protezione.

Premessa:

Prima di affrontare l'argomento della tutela del consumatore è bene fare una breve premessa: praticamente ogni rapporto di natura economica che vede coinvolti soggetti quali clienti ed imprenditori è un contratto! Attenzione, non è la scoperta dell'acqua calda ma semplicemente un richiamo necessario per comprendere appieno qual'è l'effettiva posizione del consumatore difronte le sue azioni (ad es. acquisti) e quali sono i reali mezzi di tutela (e la loro portata) a sua disposizione. Detto questo, e considerato che anche l'acquisto di un panino dal fornaio sottende un contratto, cerchiamo di definire il contesto relativo alla tutela del consumatore prendendo le mosse da alcuni corollari che riguardano proprio il contratto (tenendo presente che molti concetti saranno resi in forma molto semplificata) e ci possono aiutare a comprendere al meglio molti degli argomenti che saranno via via trattati:

cos'è un contratto?

Il nostro ordinamento giuridico prevede vari modi per regolare svariate situazioni giuridiche considerate rilevanti, uno di questi è certamente la disciplina del contratto contenuta all'interno del codice civile (che non è poi null'altro che una legge). Il contratto è dunque uno dei modi attraverso il quale le "parti" regolano in modo certo lo svolgersi di un determinato programma dal contenuto o dagli effetti patrimoniali in piena libertà (purché il contenuto del regolamento non sia contrario all'ordinamento) e con la caratteristica di avere una forza vincolante tra le stesse parti pressoché assoluta. In questo senso, il legislatore ha voluto articolare la disciplina del contratto prevedendo una serie di "regole" di carattere generale ed una serie di norme "particolari" destinate a disciplinare i contratti di uso più comune (contratti tipici) non tralasciando la possibilità che, proprio in ragione dell'evoluzione del contesto economico/sociale, le parti potessero dar vita a rapporti non direttamente disciplinati prevedendo quindi una categoria distinta relativa ai cosìdetti "contratti atipici". Accanto a queste previsioni, il legislatore pose particolare attenzione alla definizione di tutte (in via generale ovviamente) anomalie relative alla "vita" del contratto: dalla formazione della volontà dei contraenti alla sorte del contratto in relazione ad eventi sopravvenuti successivi alla sua stipula.

dalla teoria alla pratica:

stipulare un contratto (anche se si tratta di acquistare un panino) è dunque una operazione giuridicamente rilevante mediante il quale i soggetti partecipanti non fanno altro che disporre (in vario modo) del proprio patrimonio. Ecco che accanto alla disciplina "tecnica" del contratto assumono rilievo una serie di principi generali che talvolta sono ignorati: buona fede, diligenza, lealtà, correttezza professionale, dovere d'informazione e via dicendo. L'esperienza pratica ha però dimostrato come, a fronte di una disciplina legale sostanzialmente ottima ancorché teorica, non sempre tutto funziona nel modo corretto. Considerato che il regolamento contrattuale è connotato dalla contrapposizione (seppur teoricamente di dovrebbe dire armonizzazione di interessi) di posizioni economiche raramente paragonabili, il verificarsi di situazioni in cui il contratto (il suo contenuto ed il regolamento in esso contenuto) è diventato l'espressione di posizioni di forza (potere economico e contrattuale) che si risolvono in una posizione di disfavore a scapito di uno dei contraenti è divenuto evento sistematico. Per "riparare" in qualche modo a tale situazione (che alla fin fine non è che il rovescio della medaglia della stessa disciplina del contratto), il legislatore è intervenuto attraverso alcune norme di "compensazione" qualora la situazione predetta sia connotazione caratteristica dell'assetto contrattuale: ecco dunque la disciplina prevista dal d.lgs 6 settembre 2005 n. 206. Tuttavia, come sempre, la protezione offerta è sempre successiva e, nonostante l'esistenza di una specifica previsione normativa, non è affatto detto che il "contraente forte" si adegui ad essa. Sembra "curioso" ma è così... purtroppo, e questo in grande misura dipende dal consumatore stesso, la "spinta" all'adeguamento è scarsa in quanto ben raramente il costo dell'eventuale contenzioso generato dalla violazione della norma è tale da pregiudicare seriamente il margine di profitto che la condotta contrattuale scorretta genera. Ed anche il sistema sanzionatorio attuale è ben lontano dal costituire una seria minaccia per l'imprenditore scorretto: è sufficiente pensare alla lunghezza (anni) media del contenzioso ordinario.... anche davanti ad una citazione.... possoandare avanti per anni!

Alcune pratiche commerciali scorrette:

Vediamo come prevenire esaminando una serie di pratiche commerciali (contrattuali) scorrette ancorché piuttosto diffuse, alle volte, ben oltre il limite della rilevanza penale. Ecco alcuni esempi:

  • non ho mai stipulato un contratto con Tizio e/o chiesto di essere fruitore di tale servizio: alcuni operatori (stante la possibilità di concludere contratti anche a distanza) non fanno altro che simulare l'avvenuta richiesta da parte del consumatore per dar vita ad un rapporto contrattuale fasullo del quale, però, gli oneri sono posti a carico di un consumatore reale ancorché inconsapevole. Varianti possono essere:
    • l'aver creduto di rispondere ad un questionario magari alla fermata dell'autobus o compilando una form via internet;
    • di aver compilato un report statistico;
    • di aver risposto ad una semplice intervista nella quale l'intervistatore ci chiede di fornire dati personali e magari di sottoscrivere un modulo per certificare che l'intervista sia realmente avvenuta;
    • di aver inviato al mittente un coupon per ricevere qualche regalo in ragione di una promozione unica, irripetibile e, soprattutto, gratuita;

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