Incastro di coppia ed innamoramento
Oltre ad un patto (o incastro di coppia) profondamente condizionato (in fondo per volontà iniziale di entrambi i partner) queste coppie non sono in grado di mantenere (e non possono) la giusta distanza nella relazione con la/le famiglie di origine non attuando nessun sistema di filtraggio delle istanze e delle potenziali relazioni che provengono dell'esterno. Sono coppie che, difatto, vivono la loro relazione in modo allargato alle famiglie di origine non essendo in grado di creare e consolidare un efficace sistema di filtraggio e/o protezione nei confronti del proprio legame che perde via via molte delle sue caratteristiche di esclusività, intimità e di legame "a due".
Terminata la fase dell'innamoramento in cui, per dirla semplicisticamente, son tutte rose e fiori; la coppia ormai transitata nella fase della disillusione entra in crisi. Partendo dalla bellissima descrizione di Fromm sull'innamoramento (una complessa ed egoistica proiezione di se stessi nell'altro) la coppia non è in grado di rinegoziare il proprio rapporto in una prospettiva di "vero amore" nella quale riconoscere reciprocamente l'altro per quello che effettivamente e realmente é ed attuare in modo "sano" un reale percorso evolutivo. La coppia "entra in crisi"!
Crisi e suo significato
Occorre precisare il significato del termine "crisi"... non deve implicare solo ed esclusivamente un significato negativo, ma piuttosto il verificarsi di una condizione di potenziale cambiamento (modificazione) che può assumere tanto valenza negative (es. fine del legame di coppia) come positive (es. rafforzamento del legame e nuova evoluzione dello stesso).. più che altro momento caratterizzato da una molteplicità di scelte ognuna con un possibile esito sul legame di coppia.
In questa delicata fase (quella della rinegoziazione del rapporto nella fase della disillusione appunto) i partner dovrebbero essere pronti a vivere il loro rapporto in una prospettiva di mutuo riconoscimento, orientando le scelte individuali e di coppia alla realizzazione di ciò che realmente dovrebbe essere un progetto comune e pienamente condiviso.
Spesso invece, prevalgono tensioni individuali che determinano inevitabili deterioramenti del rapporto: ancora molto spesso il tentativo di superare questa ulteriore dinamica di crisi si traduce nella ricerca dell'attuazione di una funzione genitoriale che assume solo la veste di un "tampone" nei confronti della mancata rinegoziazione del rapporto.
La genitorialità non condivisa
Così la genitorialità (scarsamente o per nulla condivisa e tanto sin dal manifestarsi del semplice desiderio) si trasforma in motore di tensione e conflitto all'interno della coppia. La nascita del primo figlio è, statisticamente, uno dei passaggi cruciali dai quali può determinarsi una separazione dei coniugi. La mancata condivisione della genitorialità e, ancora più frequentemente, la mancata preparazione all'assunzione del ruolo (troppo spesso a causa di una distorsione trasmessa dalla famiglia di origine) impedisce il riassetto dei ruoli nella coppia: la donna (futura mamma) inizia a sentirsi "sola ed abbandonata", l'uomo (incapace di assumere il ruolo di "contenitore del contenente") percepisce i cambiamenti dovuti allo svolgersi della gravidanza ed alla successiva nascita del figlio come momenti di chiusura ed allontanamento della compagna.
Quasi in attuazione di un meccanismo perverso molte coppie, che difatto non riescono a rinegoziare il rapporto e a ridefinire il patto iniziale in relazione alla nascita del primo figlio, cadono in quello che si traduce in vero e proprio disastro: il secondo figlio. E' di molte donne/madri separande l'affermazione "volevo un secondo figlio per sentirmi amata ancor di più" a segnare uno spostamento della relazione verso un nucleo affettivo in cui il partner non è più presente o è visto come definitivamente allontanato.
La "sindrome del nido vuoto"
Altro passaggio delicato (sempre in funzione di ciò che può determinare una rottura del legame di coppia e portare alla separazione dei coniugi) è quello relativo all'esaurimento del compito genitoriale: alcune coppie "cessano" di essere tali al verificarsi dell'uscita del figlio (o dei figli) dal contesto familiare (ad es. perché costituiscono un nucleo familiare autonomo). Si tratta di coppie all'interno delle quali si è persa la consapevolezza della coppia come legame accanto al quale convive la funzione genitoriale: questa ha sostituito lo spirito dell'originaria relazione e, una volta esaurita, lascia la coppia "vuota" ed incapace di proseguire il suo ciclo vitale.
Magari, a creare ulteriore scompiglio, queste coppie diventeranno "genitori" dei nipoti!
In tutte le fasi di "crisi" (che devono tuttavia essere interpretate come passaggi evolutivi del legame di coppia e non solo come evento necessariamente negativo) la coppia "corre il rischio" di perdere la coesione creata dall'originario legame (che inconsapevolmente viene ridefinito) lasciando spazio a dinamiche che potenzialmente sono causa di conflitto.
In queste situazioni, la mancanza di comunicazione (capacità di estrinsecare la necessità di rinegoziare il rapporto in funzione della sua evoluzione) crea attriti e dissidi che spesso culminano nella separazione. Tanto più questa mancanza di comunicazione e l'incapacità di rinegoziare i ruoli ed i rapporti sono marcate tanto, più alta sarà la conflittualità dei partner separandi o separati anche in vista del successivo divorzio.
Le cause della separazione: conclusioni
In conclusione si può affermare che la genesi della separazione (o della cause della stessa) è insita nel ciclo vitale di ogni coppia, tuttavia è necessario comprendere come la stessa sia frutto di una dinamica multifattoriale. Nella stessa dinamica trova origine la conflittualità successiva, tanto più elevata quanto più marcata è l'incapacità di comunicare e comprendere le ragione di un percorso evolutivo della relazione di coppia che può essere anche considerato "normale" ed in tal senso, ritengo che la figura dell'avvocato possa contribuire (anche avvalendosi di specifiche tecniche o collaborazioni professionali - terapeuta e/o mediatore familiare - ) sia determinante alla riuscita di un percorso di autoconsapevolezza della coppia separanda utile alla riduzione (o annullamento) della conflittualità.
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