UtenteAnonimo

ho letto l'interessante articolo a proposito della gestione della prole in caso di separazione e volevo porle un quesito, non
avendo trovato in rete riferimenti e spiegazioni utili al mio caso.
Io convivo con la mia compagna da nove anni nella mia casa paterna, e abbiamo una bambina di quattro anni.
A causa di infedeltà protratte e ripetute negli anni, recentemente scoperte, ho deciso di separarmi dalla mia compagna non trovando in questo momento altra forma per mettere termine a questa situazione addirittura resa esplicita, atteggiamento che ritengo particolarmente lesivo della solidità psicologica di mia figlia, costretta inconsapevolmente ad avere per adesso un modello di riferimento sterile per affettività e reciproco rispetto, e prima o poi a conoscere direttamente la situazione nei suoi dettagli più dolorosi.
Non essendo sposati, come è opportuno comportarsi per rispettare la legge ma prima ancora le esigenze affettive e psicologiche di mia figlia? E’ possibile per me chiedere formalmente o imporre alla madre di allontanarsi, mantenendo mia figlia me nell'attuale abitazione prevalente di mia figlia, dove può mantenere i suoi riferimenti (scuola, ambiente, amici, parenti), fermi restando tutti i diritti della mia ex compagna a visite e frequentazioni?
Aggiungo che per motivi pratici, negli scorsi anni non abbiamo mai registrato uno stato di famiglia unico, e io da sempre ho una residenza formale su una casa diversa, in un diverso comune, pur avendo sempre materialmente abitato insieme alla mia compagna e a mia figlia in questa attuale residenza.
Infine, vorrei sapere se il tradimento esplicito è un fattore rilevante ai fini della determinazione dell’affidamento e della scelta su chi
debba allontanarsi o meno dal nucleo familiare.