Si avvicina il momento della nanna ... Carillon, il pigiamino , la camomilla pronta... Ma spesso questo momento é carico di emozioni per il genitore e per il piccolo bimbo che protesta : " no non voglio dormire " e se parla lo dice tra i singhiozzi oppure si dimena, protesta e inizia una sorta di via crucis tra il lettone o il dimenarsi dentro quel piccolo letto che sembra una prigione . Lucina accesa si , meglio il buio ... Peluche oppure ciuccio... Tenere la manina ... Addormentarlo in braccio ? I risvegli .... Come fare ??? Qual 'é la ricetta giusta per far si che il momento del sonno sia vissuto serenamente e come comportarsi quando non é tutto lineare come si vorrebbe ? Perché tanti bambini hanno difficoltà durante l 'addormentamento e come affrontarle ?
Addormentarsi é abbandono ... Significa chiudere gli occhi e non avere più il controllo ... Per molti bimbi questo é fonte di angoscia . I bambini hanno paure molto strutturate e non é semplice consolarli quando non siamo in grado di comprendere e loro non sono in grado di spiegare ... In realtà molti genitori oggi , vanno in crisi perché si perde di vista il proprio bambino visualizzando più che altro quello che dovrebbe essere il bambino ideale . Il bambino ideale deve fare la nanna e dunque si ricorre al "metodo " quello che presuppone un successo in questo senso . Il manuale " fate la nanna " ha avuto un boom di incassi ... Da anni molte mamme e papà vi ricorrono confidando in una soluzione ... Lasciarlo piangere prima qualche minuto e poi di più ... Finché il piccolino stremato chiude gli occhi ... E poi , speriamo vada sempre meglio ... Capirà che deve dormire per conto proprio ... La cosa sconvolgente e' che molti studi , più moderni e sono sempre esperti che parlano ... Sono a favore del co- sleeping ... Dormire insieme a mamma e papà favorirebbe lo sviluppo , riduce il rischio di morte in culla , rafforza l 'autostima . E' innaturale si dice , allontanare il cucciolo dalla mamma ... La natura così funziona , ogni mamma animale tiene a contatto il cucciolo mentre dorme ... Sarebbe una violenta operare in altro modo ...

Sono due verità in netto contrasto tra loro , eppure sono due verità . Se é vero che le teorie sono messe appunto da studiosi che osservano , tengono conto delle tappe dello sviluppo del bambino prima di giungere a conclusioni non possiamo ritenere eresia l 'una o l 'altra ... Quando si parla di temi pedagogici e' facile scontrarsi con una moltitudine di pensieri che alle volte risultano discordanti ...
E' fondamentale però ricorrere ad un intuito che nessun manuale insegna che é la fiducia in se stessi e nelle proprie capacità di genitore .

Non vuole essere un incoraggiamento a non leggere libri ...piuttosto un invito a farlo in modo critico , perché ogni bambino é unico portatore di una sua storia , con bisogni ed esigenze tutte sue .... Lasciarlo piangere angosciato perché si deve abituare a dormire da solo potrebbe rappresentare un trauma come del resto , portarlo nel lettone se non ne richiede l 'esigenza poiché gli studi ritengono che fa bene ...
E' sempre bene interrogare se stessi e capire se noi adulti in primi e se abbiamo delle resistenze che inconsciamente trasmettiamo ... Alle volte sono" i grandi " ad avere difficoltà a separarci dal bambino e ovviamente queste resistenze si trasmettono .

Ci sono momenti difficili nella vita di genitore in cui non accade nulla se decidiamo di non fare nulla ...se abbiamo creato abitudini che riteniamo sbagliate il momento giusto per cercare di raggiungere obiettivi e' in un momento di serenità . La stanchezza dopo numerose notti in bianco , la ripresa di un 'attività lavorativa o tante altre motivazioni , spesso sono la miccia per : " ora devo cambiare le cose " aggiungendo stress allo stress ... E così il bambino dei libri deve diventare il bimbo di casa ...
Solo noi in realtà conosciamo profondamente la nostra creatura ... Ascoltiamo empaticamente i nostri figli ... Anche quando ancora non parlano sapremo entrare nel loro mondo ... Sapremo distinguere un capriccio da una richiesta d 'angoscia ... Sapremo individuare quei rituali che aiuteranno il piccolo a lasciarsi andare al sonno ...

Se un adulto non é pronto non può esserlo nemmeno il proprio bambino . Lasciamo perdere ... Facciamo tesoro della pedagogia più preziosa che é quella dell 'ascolto . Di se stessi in primis e del piccolino che vive in connessione con noi . Cosa ci sta chiedendo il bambino ? Cosa ci vuole dire ? Che corde tocca quando si contorce per non separarsi da noi ? In nessun testo può essere racchiusa la nostra storia e quella del nostro bambino .

Una genitore consapevole , che da distinguere se ciò che sta agendo é un suo bisogno , o un reale bisogno del piccolo , che se sta sbagliando é conscio del suo errore ma che , casomai in quella fase della sua vita non riesce a fare diversamente é un genitore che sta assolvendo il suo compito con amore . E un genitore che ama é ciò di cui ogni bambino non può fare a meno . A far la nanna si impara ...
« Ultima modifica: Aprile 16, 2014, 01:55:44 pm da Nicoletta Nanni »