Eppure non è semplice fare i conti con la quotidianità... gli ormoni in subbuglio che generano una sorta di scompensi emotivi spesso difficili da controllare, le notti insonni, i jeans che non entrano, le creme per il corpo ancora intatte nella loro confezione e un rimmel nuovo che aspetta di essere utilizzato. I bambini mettono a nudo le insicurezze con il loro linguaggio diverso che costringe a stare su un piano al quale l'essere umano non è abituato: il non verbale, il dialogo del corpo che è assai più potente della comunicazione fatta di segni e simboli... nel quale ci sono contenuti emotivi che mettono in discussione , caricano e sono densi di significati che alle volte bisogna imparare pian piano ad interpretare. La relazione di coppia si trasforma, cambiano equilibri e alle volte sembra che nessuno, nemmeno il proprio partner comprenda quelle insicurezze ed incertezze che rendono così fragili e vulnerabili una donna quando diventa madre.

I media bombardano con i loro messaggi subliminali, stelle della tv che dopo un parto sono più esili di prima, nemmeno una smagliatura, la pelle distesa , il trucco perfetto.... ma guardando meno lontano sembra che anche nella quotidianità , tutte le altre donne siano dotate di qualità esorbitanti. E' frequente incappare infatti in casuali incontri , quelli con altre donne , che passeggiano pure loro con passeggini o carrozzine. Sono le mamme perfette, che hanno sempre mille consigli e mille ricette da vendere gratuitamente.

La voglia di parlare e comunicare è tanta... ma alle volte si esce da quelle conversazioni più frustrate di prima perché in realtà si va alla ricerca di un confronto e non di un reale dialogo ed il sentimento di inadeguatezza cresce perché inevitabilmente in quel confronto ci si sente sempre sconfitte.

Se si allatta, si è criticati , se non lo si fa, o come spesso può accadere non si è riusciti a farlo sembra di essere considerate “mamme a metà”. Se si copre troppo un figlio si è considerate apprensive e timorose , se si è più sportive e non si fa indossare il capellino al proprio piccolo pare di sentirsi osservate come mamme snaturate e se casomai racconti dopo qualche giorno di essere alle prese con un raffreddore... beh è certo che hai sbagliato qualcosa perché i figli delle madri perfette non si ammalano mai.

Si osservano le mamme perfette e non ci si capacita del fatto che mentre tu sei uscita in tuta e scarpe da ginnastica, il viso acqua e sapone con in rilievo le occhiaie... loro, al contrario hanno un aspetto accattivante nonostante dichiarino di aver dormito poche ore quanto te. Tacchi , trucco, messa in piega....vorresti raccontare che il bambino durante lo svezzamento rifiuta la pappa, che ti senti preoccupata e hai paura di sbagliare... ma sai che le mamme perfette non hanno questi problemi perché i loro bambini mangiano tutto, oppure se non mangiano... succede....

Quando una donna diventa madre esistono punti di incontro nei quali è possibile aggregarsi per trascorrere parte del proprio tempo. Alcune strutture offrono i supporti di ostetriche e psicoterapeute che possano accompagnare il percorso della donna offrendo piccoli consigli che possono essere d'aiuto per affrontare la quotidianità.

Sarebbe importante fonte d'aiuto fornire anche ai compagni, alcuni spunti...Spesso essi sono coinvolti nei corsi pre- parto per essere preparati ad affrontare la fase del travaglio e del parto. Minori sono le iniziative che li vedono partecipi nell'affrontare la vita coniugale post parto, nel delicato e nuovo ruolo di padri e partner di donne che inesorabilmente cambiano, si trasformano...

E' importante dunque partire dal presupposto che ogni madre è madre a modo suo.... non possono esistere duplicati, e per quanto ne siano in vendita milioni di manuali, non si può inseguire il prototipo di genitore perfetto.

E' fondamentale leggere, ascoltare... ma sarebbe opportuno dialogare per il piacere di farlo cercando di allontanare quell'istinto che ci porta oggi giorno a cercare sempre e comunque un confronto, come se in tutto, compreso l'essere genitore vigesse un senso di inutile competitività.

Per affrontare i disagi e le insicurezze di ogni giorno bisogna partire dunque dalla consapevolezza che le madri perfette non esistono ma sono perlopiù la proiezione delle proprie insicurezze. L'ostentare spesso è la modalità a cui si ricorre per eludere le proprie difficoltà. Spingere il passeggino con dieci centimetri di tacco non è necessariamente sinonimo di perfezione, adeguatezza, benessere interiore. Ci possono essere mille messaggi da interpretare, come il bisogno di sentirsi donna, la paura che l'essere madre possa reprimere in qualche modo la propria femminilità.

Quando c'è benessere, non esiste bisogno di condannare, recriminare , giudicare o criticare gli altri. Chi fa questo ha a sua volta bisogni ed insicurezze pari a quelli delle mamme che non si sentono perfette. E cercando incontri, non confronti è possibile forse riscoprire nel coraggio di uscire in tuta... senza trucco, una grande dignità: quelle di essere quelle che si è... così.... semplicemente.