Il modo in cui il bambino è stato visto ed osservato è cambiato nel tempo e rispecchia sempre il contesto storico, sociale e culturale nel quale si inserisce: da bambino “tabula rasa” a bambino “competente”, i passaggi sono stati svariati e molteplici e chi si è occupato di bambini ha detto la sua, lasciando contributi preziosissimi in quella che è la storia della pedagogia.

Il concetto del “lasciare che faccia da solo” - centrale nella pedagogia montessoriana - e dello “scaffolding”, termine coniato da Bruner... sono due spunti, due approcci pedagogicamente degni di considerazione. E' giusto lasciar fare il bambino da sé senza intervenire? Come intervenire e quanto tempo bisogna dedicare?
Molte sono le tendenze ed è facile riscontrare oggi, come esistano spaccature: bianco oppure nero. Genitori o educatori e maestri, che ritengono giusto lasciar fare al bambino.... o altra categoria che ritiene doveroso essere costantemente vicini al piccolo in ogni situazione. Spesso, in entrambe le circostanze si assiste ad un atteggiamento scorretto da parte dell'adulto nei confronti del piccolo: denigrarlo perché ha svolto in modo scorretto i compiti di scuola, utilizzando frasi “sarcastiche” che non fanno altro che danneggiare la sua autostima creando ansie ed insicurezze o, nel caso di bambini più piccoli, assumere atteggiamenti ostili ed impazienti perché si vorrebbe facessero cose che non sanno fare sembrando incapaci al punto da farci arrabbiare e trattarli con sufficienza.
Dall'altra parte , quando si assume un atteggiamento troppo presente, può accadere che non si consenta al bambino di sperimentare l'errore, sostituendosi a lui offrendogli le risposte, soffocandolo all'eccesso e facendolo sentire sicuro solamente sotto l'ala protettiva del genitore chioccia.
Scaffolding, un termine suggestivo, una parola da non dimenticare in termini educativi. Significa offrirsi come “impalcatura” alla quale il bambino sa di potersi sostenere. Significa esserci ma non sostituirsi. Significa osservare accuratamente e attentamente il bambino e lanciargli sfide, anche per sviluppare il suo potenziale. Significa conoscere il bambino e accettare che è un essere pensante in grado di crescere. Partire dal presupposto dunque, che ci sono nozioni che il bambino ha già acquisito (sviluppo attuale) e nozioni che potrebbe acquisire ancorandosi alle conoscenze possedute (sviluppo potenziale) e attraverso proposte, un intervento positivo dell'adulto scaffolder, si può operare in quella definita zona di sviluppo prossimale che non è altro che la distanza tra ciò che è stato effettivamente acquisito e ciò che è potenzialmente apprendibile (Bruner, Vygotskij).
Questo significa porsi come mediatore. Significa rivolgersi al bambino partendo dal presupposto che è un bambino che sa, che conosce. E' importante tenere in considerazione questo concetto non finalizzandolo soltanto a contesti educativi e scolastici, a tematiche prettamente didattiche ma anche nell'educazione che avviene fra le mura domestiche.
Se un bambino ha appena imparato a camminare non posso pensare di insegnarli a saltare la corda. Se un bambino ha appena imparato a leggere non è pensabile acquistargli un tomo di trecento pagine. Alle volte è facile cadere nell'eccesso ma il bambino trofeo, il bambino fenomeno quali aspettative deve realizzare? E il bambino fragile e piccolo anche se è in realtà cresciuto e in grado di essere autonomo per quale ragione deve essere trattenuto?
Non è giusto chiedere troppo poco, facendo vivere il bambino nella bambagia... ma allo stesso modo non è giusto chiedere troppo. Esiste un percorso per ogni fanciullo che è opportuno stimolare ma con criterio, seguendo il suo sviluppo personale di crescita, cognitivo e non. Adulti passivi, adulti attivi? Adulti scaffolder.. dunque. Dopotutto analizzando l'etimologia della parola “pedagogia”, scopriamo che dal greco non significa altro che “guidare... condurre il bambino”. Non si tratta dunque di interrogarsi sull'importanza della presenza adulta in termini quantitativi in quanto la differenza è data sempre e comunque dalla qualità dell'approccio, ma esserci nel modo giusto!