Francesco Paternostro

Il caso è piuttosto semplice: Pierino, alunno esuberante, viene spesso ripreso dagli insegnanti per il suo comportamento troppo "fuori dalle righe". Fioccano le note sul diario mentre quelle sul registro assumono le proporzioni di un vero diluvio universale. Tuttavia gli insegnanti adottano una linea piuttosto "morbida" e tentano di essere comprensivi scegliendo la via dell'autorevolezza piuttosto che quella della pura e semplice imposizione della loro autorità.

Nulla da fare: Pierino si prende (meritandolo) un bel sei in condotta! In pochi giorni si scatena un vero putiferio... i genitori "non ci stanno" e si rivolgono al dirigente scolastico chiedendo che "l'infame marchio" venga subito tolto con la modifica della pagella. L'irrequietezza e la conseguente cattiva valutazione di Pierino, secondo i genitori, dipendono dalla mancata attivazione dell'istituzione scolastica.

E' uno dei casi... altre volte Pierino ha sempre raccontato di aver preso ottimi voti... quasi il primo della classe... e come uno tsunami, al momento giusto.... una marea di cinque e quattro! L'ira dei genitori è pari alle esplosioni di stelle fotografate dal telescopio Hubble!!!

Ma i voti (o giudizi che siano) espressi in pagella, si possono contestare?

In linea di massima si... però occorre tenere a mente alcuni presupposti che poco hanno a che vedere con l'atteggiamento (legittimo) di protezione ad oltranza che un genitore può avere nei riguardi del proprio figlio.

Infatti, il giudizio scolastico (parziale o finale.... bocciatura... sospensione in attesa dell'esito degli esami di riparazione) è frutto di una valutazione sempre complessiva e multifattoriale del rendimento scolastico e tale valutazione viene effettuata in base a criteri preventivamente e discrezionalmente stabiliti dai docenti.

Da un caso vero... quello di Pierino!

E' lo stralcio di un parere in “avvocatese” a suo tempo redatto non per i genitori del bambino ma per gli insegnanti che non “sapevano più che pesci pigliare” quando si erano trovati davanti l'infuriato papà del bambino. Quest'ultimo aveva intrapreso diverse azioni legali contro la scuola e gli stessi insegnanti. Dopo le scaramucce iniziali... Pierino venne costretto a “disintossicarsi” dalla dipendenza dai video games!

“Si ritiene che la doglianza proposta dal genitore del minore in questione sia del tutto infondata e che non via sia, allo stato, alcun “obbligo” di eventuale nuova valutazione e/o modifica del giudizio espresso. In tal senso occorre infatti considerare che la valutazione espressa attiene un apprezzamento complessivo delle qualità soggettive differenziate e che tale apprezzamento (rimesso al corpo docente in forma individuale e/o collegiale) costituisce l'espressione di un potere di giudizio di carattere tecnico-didattico insindacabile qualora non si evidenzi palesemente illogico o contraddittorio. Alla stessa stregua non può aver rilievo la doglianza relativa alla presunta mancata segnalazione dei comportamenti dell'allunno e delle situazioni che, in seguito, avrebbero portato alla formulazione della valutazione nei termini in cui la stessa è stata espressa in quanto, la presunta mancata attivazione dell'istituzione scolastica in tal senso non può ritenersi incidente sulla valutazione degli elementi in questione. In riferimento a quanto espresso si deve, in conclusione, rilevare il favorevole orientamento della giurisprudenza che ha costantemente affermato l'insindacabilità dei giudizi di valutazione qualora non palesemente viziati da illogicità, contraddittorietà o palese errata valutazione dei presupposti, specie quando questi attengano alla determinazione del grado complessivo di preparazione dell'alunno e/o alla completezza o meno del percorso di maturazione individuale considerati presupposti per una corretta prosecuzione del percorso didattico”.

Prima di scatenare il giudizio universale, alle volte, è meglio assumersi la piena responsabilità genitoriale.... spesso è proprio questa mancanza a determinare il maggior pregiudizio per il bambino! Delegare le funzioni genitoriali, alle volte, può essere una necessità giustificata ma non lo è certo quando il tempo si “guadagna” sostituendo un video game al rapporto umano.