Paola Popolla

Abusi sessuali sui minori: definizioni e prevenzione
« il: Ottobre 01, 2013, 11:00:05 am »
Il IV Seminario Criminologico del Consiglio d’Europa, nel 1978, definisce gli abusi come gli atti e le carenze che turbano gravemente i bambini e le bambine , attentano alla loro integrità corporea, al loro sviluppo fisico, affettivo, intellettivo e morale, le cui manifestazioni sono la trascuratezza e/o lesioni di ordine fisico e/o psichico e/o sessuale da parte di un familiare o di altri terzi.

La definizione di Montecchi

Montecchi definisce l’abuso sessuale “il coinvolgimento di soggetti immaturi e dipendenti in attività sessuali, soggetti a cui manca la consapevolezza delle proprie azioni nonché la possibilità di scegliere. Rientrano nell'abuso anche le attività sessuali realizzate in violazione dei tabù sociali sui ruoli familiari pur con l'accettazione del minore”. L’abuso sessuale è caratterizzato, quindi, dall’incapacità del minore di comprendere e spiegarsi quello che gli viene richiesto e dall’impossibilità di scegliere e sottrarsi alle molestie.

Le attività sessuali includono sia i rapporti sessuali veri e propri che contatti di natura erotica fino a comprendere azioni che non prevedono un contatto fisico diretto come atti di voyeurismo ed esibizionismo, molestie verbali con linguaggio sessuale esplicito o lo sfruttamento in attività commerciali illegali (induzione alla prostituzione o sfruttamento per la produzione di materiale- pedo pornografico).

Le tipologie dell'abuso

L’abuso sessuale può essere:

Intrafamiliare: attuato dai membri del nucleo familiare o della famiglia allargata (nonni, zii, cugini)
Extrafamiliare: compiuto da persone conosciute al bambino (amici, vicini di casa)
Istituzionale: compiuto da persone che hanno in cura il minore (insegnanti, educatori, allenatori, medici)
Di strada: attuato da persone completamente sconosciute al bambino
A fini di lucro: realizzato da organizzazioni criminali (sfruttamento della prostituzione, turismo sessuale, produzione materiale pedo- pornografico)
Gli effetti dell'abuso sessuale

L’abuso sessuale è purtroppo un fenomeno diffuso i cui terribili effetti spesso perdurano nel tempo: l’abuso sessuale ai danni dei minori, infatti, è soprattutto un abuso psicologico, un abuso alla sua psiche, un atto che destabilizza e influenza la sua crescita lasciando il bambino con un carico pervasivo di dolore, rabbia, vergogna e confusione. L’incidenza traumatica di tale fenomeno sul percorso evolutivo del bambino può essere meglio compresa se si considera la fonte del trauma: nell’abuso infantile intrafamiliare, contrariamente ad altre forme di trauma interpersonale e non, a generare l’evento è la figura che dovrebbe offrire sicurezza, contenimento e aiuto nel superamento dei traumi stessi; quando poi è coinvolto un genitore “l’abuso, oltre ad essere un trauma di per sé, tende ad interferire pesantemente nello sviluppo del sistema comportamentale dell’attaccamento” e nei casi più gravi, nel corso dello sviluppo possono verificarsi forti alterazioni del senso di continuità e coesione del Sé, nel tempo e nello spazio, insieme a deficit nella regolazione delle emozioni (Giannantonio, 2003, 112). Parlando di prevenzione è opportuno sottolineare l'importanza dell’interazione tra più variabili riconducibili a fattori di rischio e fattori protettivi legati al soggetto e all’ambiente in cui vive.

Gli interventi di prevenzione

Avendo come punto comune la tutela del minore, i diversi ambiti (medico, psicologico, giuridico, sociale, educativo, etc.) dovrebbero collaborare in modo integrato nel proporre interventi preventivi a più livelli, tra cui ad esempio:

Interventi di prevenzione primaria, mirati a contenere e ridurre possibili fattori di rischio (liti familiari, difficoltà economiche, contesto sociale svantaggiato, etc.) coinvolgendo strutture sanitarie e sociali che si impegnano a promuovere la genitorialità, i legami familiari, l’attenzione ai bisogni evolutivi dei bambini
Interventi di prevenzione secondaria, il cui obiettivo è quello di riconoscere situazioni particolarmente a rischio ed intervenire prima ancora che l’abuso avvenga
Interventi di prevenzione terziaria, attuati in situazioni in cui l’abuso si è già verificato con l’intento di ridurre la possibilità che si riproponga e di contenere, per quanto possibile, gli effetti che l’evento ha avuto sul minore
Prevenire i fenomeni di abuso sessuale significa innanzitutto diffondere informazioni sull’argomento che possano raggiungere tutte le istituzioni deputate alla crescita ed al benessere dei minori, ma soprattutto la creazione di un contesto educativo, familiare e scolastico, che sappia favorire e promuovere un clima di accoglienza ed ascolto del bambino e che possa creare quella base protettiva capace di contrastare il rischio di un possibile abuso.

Un aspetto importante è quello di educare i bambini, sin da piccoli, alla conoscenza del proprio corpo e delle proprie emozioni, a riconoscere sensazioni piacevoli e situazioni che creano disagio spiegando al bambino che ci sono parti di sé che sono intime e private. Senza generare paure irrealistiche o esagerate, bisogna stabilire delle regole di sicurezza e dei comportamenti da evitare, aiutando a riconoscere relazioni o situazioni a rischio, ed indicando quali sono invece gli adulti che possono essere un punto di riferimento sicuro e di cui il bambino può fidarsi.

Fondamentale è interessarsi alle attività a cui partecipa e alle persone ed i luoghi che frequenta, impegnandosi sempre nello stabilire un clima di dialogo per cui il bambino possa percepire che chi lo ascolta saprà sostenerlo comprenderlo ed aiutarlo.

Dott.ssa Paola Popolla, Psicologa, Psicoterapeuta dell'età evolutiva, Giudice Onorario Tribunale per i Minorenni di Roma

Dott.ssa M.Fabiana Briganti, Psicologa Clinica, Esperta in Psicodiagnostica dell'età adulta e dell'età evolutiva

Dott.ssa Rossella Greco, Psicologa