Paola Popolla

Il tradimento on line e la disgregazione della coppia reale
« il: Ottobre 01, 2013, 11:01:42 am »
Negli ultimi anni alcuni articoli su riviste e quotidiani si sono occupati dell’adulterio on line. Da quello che ad una lettura superficiale può sembrare uno scherzo, ad una attenta ed approfondita analisi, rivela una nuova problematica sociale di difficile interpretazione e che sicuramente nel prossimo futuro aprirà ampie e controverse diatribe tra studiosi ed esperti nel settore.

Con un click, milioni di potenziali individui desiderabili diventano istantaneamente disponibili. Il mezzo offre un’opportunità di scegliere tra nomi e profili, iniziare delle conversazioni, entrare od uscire dalle interazioni senza sforzi o altri pensieri. Internet consente un facile accesso e minori sforzi per ricercare potenziali partner. Connettersi ad internet e incontrare nuove persone è sicuramente molto più conveniente e sicuro. Incontrare persone on line è ben diverso da esplorare un territorio straniero in quanto ciò “avviene nell’ ambiente familiare e confortevole di casa e dell’ufficio, riducendo così il sentimento di rischio e favorendo un comportamento più avventuroso.” (Young et al, 2000, pag. 63).

Le relazioni romantiche o sessuali on line possono presentarsi come una possibilità di fuga- apparentemente con meno rischi- dagli stress e i dolori della vita quotidiana.

On line “il contatto potenziale con il resto dell’umanità alimenta il senso di onnipotenza virtuale. Dalla compresenza si passa alla tecnopresenza, più esaltante e disinibitoria perché prevede un rischio minore. […].” (Cantelmi et al, 2005, pag. 28).

La maggiore attrattiva di internet è l’intera nozione di contatto emozionale senza rischio, esposizione o possibilità di essere riconosciuti. Questo avviene perché le relazioni virtuali offrono contatti romantici “evitando di far diventare il partner una figura di riferimento della propria vita.” (Schnarch, 1997, pag. 17).

Matrimoni in crisi, relazioni che si destabilizzano, famiglie che vacillano tutto questo perché uno dei due ha tradito, ed ha incontrato qualcuno in rete.

Il tradimento, che, quindi, sembra assumere diverse forme, come viene vissuto dalle coppie? Come si pongono i partner nei confronti di questo nuovo fenomeno? E ancora prima, cos’è un tradimento virtuale?

Il tradimento virtuale è un concetto moderno, e sembra non esistere una definizione condivisa ed accettata per convenzione. La difficoltà sta nel capire cosa le persone, in una relazione mediata tecnologicamente, considerino tradimento o meno; questo, infatti, varia molto da soggetto a soggetto. (Merkle e Richardson, 2000). Demarcare un’amicizia platonica da una relazione romantica sembra infatti essere ancora più difficile su internet; salvaguardare l’impegno preso con il proprio partner, infatti, oltre a richiedere dedizione, necessita anche di una certa consapevolezza rispetto a dove tracciare la linea di confine. Per) Una relazione amorosa via internet è “una relazione romantica e/o sessuale che inizia attraverso un contatto on line e si mantiene perlopiù attraverso conversazioni elettroniche che avvengono mediante e-mail e all’interno di comunità virtuali come chat room, giochi interattivi o newsgroup”. (Young,Griffin-Shelley, Cooper, O’Mara, Buchanan,2000).

Quando si inizia una relazione on line, mentre si è già impegnati in un rapporto con un’altra persona nella vita reale, si entra in quella zona che Maheu e SubotniK chiamano Zona di Pericolo. Gli Autori si sono spesso confrontati con coloro che, avendo vissuto questa esperienza nella loro vita di coppia, non riescono a classificarla, incerti se sia comunque un tradimento reale, in quanto i comportamenti in rete non rientrano esattamente nell’idea tradizionale di infedeltà. Mileham (2004) identifica tre elementi che motivano il fatto che le relazioni nate on line possano essere considerate (nel caso ovviamente si sia già impegnati in una relazione nella vita offline) come un atto di infedeltà reale: 1) il codice morale/culturale nella società occidentale prevede esclusività sessuale (e/o emozionale) fra i partner; flirtare e/o chiacchierare con uno sconosciuto di cose personali e sessuali può essere considerato una forma per oltrepassare questi confini e limiti; 2) c’è un elemento di segretezza: l’infedeltà si consuma tenendola nascosta al proprio partner, mantenendo un segreto. Anche se la relazione resta sempre virtuale, un coniuge non è a conoscenza di ciò che fa on line l’altro; il traditore quindi deve ricorrere a delle bugie od omettere la verità, e mantiene la nuova parte di sé celata al proprio partner; 3) la scoperta che il proprio compagno vive una relazione con un’altra persona anche se solamente da dietro uno schermo del pc, genera gli stessi sentimenti della scoperta di un’infedeltà tradizionale. Scoprire un legame nato in rete può portare alla “rottura della fiducia e questo può provare la loro classificazione come atto di infedeltà.”

L’infedeltà virtuale infatti crea intrusioni consce ed inconsce nella relazione ufficiale e l’intensità emozionale esperita in queste esperienze può avere degli effetti nella vita quotidiana del traditore. Può iniziare a crearsi una distanza emozionale che può modificare la fiducia e l’intimità che una volta la coppia condivideva.

Fra le varie pecuriliarità che caratterizzano le relazioni on line può essere utile soffermarsi sul concetto di intimità sperimentata nell’ambito dei rapporti virtuali. Nelle relazioni di amicizia e di affetto vissute nella realtà, l’entrata nelle rispettive sfere intime è un processo che richiede del tempo, caratterizzato da discrezione e senso del pudore: si saggia continuamente il grado di apertura e accessibilità che l’altro consente quando si vuole entrare nella sua sfera intima. In rete, dove ogni elemento viaggia attraverso il mezzo tecnologico, spesso accade che la soglia del pudore, che difende la propria sfera dell’intimità personale e che la rende solo in parte accessibile alla conoscenza altrui, raggiunga, dopo anche poco tempo on line, livelli molto bassi.

I sentimenti di condivisione dei più intimi segreti, di accettazione e di fiducia reciproca, la sensazione di supporto emozionale tra i due ciberinterlocutori risultano facilitati, accelerati, grazie allo pseudo anonimato che consente la libera espressione di sé, l’affrancamento dalle inibizioni e dai vincoli presenti nella vita quotidiana rendendo meno pericolosa e minacciosa la scoperta di sé nella relazione. L’intimità viene vissuta con molta più facilità in rete, probabilmente perché si avverte che c’è meno da perdere scoprendosi nella relazione virtuale e c’è una maggiore possibilità di controllo della relazione stessa. “Questa anonimità inoltre favorisce per il navigatore un grande senso di controllo sul contesto, sul tono e la natura dell’esperienza on line. Le esperienze on line spesso nascono nella propria casa, ufficio o camera e ciò facilita la percezione di intimità e la convinzione che l’uso che si fa di internet sia assolutamente personale e non rintracciabile.” Secondo Maheu et al. l’intimità sembra essere un grande paradosso della rete: le persone si sentono intime e vicine “senza essersi mai incontrate, mai viste, dopo aver conosciuto solo quello che si è deciso di condividere con l’altro e senza aver mai fatto nulla nel mondo reale, [in questo modo] la verità non può essere conosciuta, e pertanto, raggiungere un’intimità reale non è possibile.” Le persone che nel mondo reale mancano di intimità nelle proprie relazioni possono essere particolarmente a rischio nel confondere l’intimità e la vicinanza dei rapporti on line per vero amore, “ma questo sentimento di vicinanza esperita virtualmente è una pseudointimità. Le persone hanno bisogno di incontrarsi l’un l’altro nel mondo reale per raggiungere una vera intimità- che è la vera accettazione delle debolezze e delle vulnerabilità dell’altro e l’abilità per entrambi di condividere i loro sentimenti più profondi.”

A sostegno della concezione del tradimento virtuale come atto di infedeltà reale ci vengono in aiuto anche alcuni elementi squisitamente giuridico-forensi: la dottrina più recente, infatti, ritiene che la violazione del dovere di fedeltà si configuri anche nelle ipotesi di infedeltà sentimentale e addirittura di quella apparente. In questo processo di evoluzione si inserisce la sentenza, estremamente rilevante, della Suprema Corte n. 9287 del 1997, la quale afferma che “[…] il dovere di fedeltà […] consiste nell’impegno, ricadente su ciascun coniuge, di non tradire la fiducia reciproca ovvero di non tradire il rapporto di dedizione fisica e spirituale tra i coniugi, che [...] non deve essere intesa soltanto come astensione da relazioni sessuali extraconiugali. La nozione di fedeltà va avvicinata a quella di lealtà, la quale impone di sacrificare gli interessi e le scelte individuali di ciascun coniuge che si rivelino in conflitto con gli impegni e le prospettive della vita comune”. In questo quadro la fedeltà affettiva diventa componente di una fedeltà che viene intesa nel significato più ampio di lealtà e dedizione vicendevole: consiste nell’impegno dei coniugi di non tradire la fiducia reciproca, ovvero nel non tradire il rapporto di dedizione fisica e spirituale. Analogamente, la sentenza della Corte di Cassazione n. 9742/1999 ha statuito che, nei casi in cui si deve stabilire a chi addebitare la separazione, l'adulterio apparente va considerato alla stregua di un autentico tradimento.
Per i giudici è punibile anche l'amore platonico, la semplice infatuazione per una persona che non sia il marito (o la moglie) per cui “ L'infedeltà di uno dei coniugi può integrare da sola violazione dei doveri nascenti dal matrimonio ancorché sia rimasta allo stadio di mero tentativo..”. Cass. Civ. sez. I, 7 settembre 1999, n. 9472 “L’adulterio sentimentale è stato ritenuto fonte di possibile addebito della separazione, ma non sotto il profilo dell’ingiuria, bensì in quanto lesivo del concetto di fedeltà inteso in senso più ampio e moderno. Tale sentenza è stata oggetto di osservazione [… ] anche per il fatto che, nella specie, non si poteva dire compiutamente realizzata [la violazione del dovere di fedeltà], essendo tutto rimasto allo stato di “tentativo” nella pura sfera psichica del coniuge interessato e senza alcun coinvolgimento dall’altra parte […] La pura immaginazione continua a non essere perseguita, ma anche essa ove determinasse una situazione insostenibile, potrebbe essere considerata causa di intollerabilità della prosecuzione della convivenza, salva ogni successiva valutazione, ai sensi dell’art. 143 c.c., in ordine all’esistenza degli estremi per l’addebito. La fedeltà reciproca perde così la connotazione dell’esclusiva dedizione di carattere sessuale e non si riduce ad essa, estendendosi fino a comprendere la tutela e il rispetto della sensibilità e della dignità dell’altro coniuge.

Interessante citare una sentenza della corte di appello di Roma del 15 ottobre 2004, la quale ha ritenuto che «in tema di cosiddetta infedeltà apparente, la separazione è addebitabile al coniuge che abbia consapevolmente posto in essere una condotta tale da ingenerare nell’altro coniuge e nei terzi il fondato sospetto del tradimento, arrecando, con tale condotta un pregiudizio alla dignità personale del coniuge, valutata in relazione alla sensibilità di questi e dell’ambiente in cui vive».

Dunque, il coniuge che avvia una relazione fatta anche solo di bigliettini, telefonate o e-mail si rende responsabile dell'evento separazione quando il giudice accerti che a tale violazione sia riconducibile, in concreto, la crisi dell’unione familiare, ossia verifichi l’effettiva incidenza di detta violazione nel determinarsi della situazione di intollerabilità della prosecuzione della convivenza coniugale. Internet può essere considerato 'solo' un mezzo di comunicazione, con il quale le persone si conoscono ed interagiscono. Considerando il tradimento virtuale sotto questo punto di vista, diviene solo un'altra possibilità, uno dei tantissimi e variegati modi per incontrare e conoscere altre persone. Pur non essendoci un incontro vero e proprio, c’è sempre un terzo che entra nella relazione, c'è la violazione di un patto, c'è la rottura di una fiducia, perché il traditore sa, mentre il tradito è all'oscuro di tutto.

Bibliografia
Cantelmi, T., Carpino, V. (2005). Tradimento on line. Limite reale e virtuale dell’amore. Milano: Franco Angeli.
De Filippis, B., Buonadonna, A. L., Merolla, M., Lupo, S., Iosca, L. (2008). L’addebito di responsabilità nella separazione. Cedam.
Glass, S. P. (2001). Foreword. In Maheu, M., Subotnik, R. B. Infidelity and the Internet: Virtual Relationship and real Betrayal. New York: Sourcebooks.
Maheu, M., Subotnik, R. B. (2001). Infidelity and the Internet: Virtual Relationship and real Betrayal. New York: Sourcebooks.
Merkle, E., Richardson, R. (2000). Digital dating and virtual relating: Conceptualizing computer mediated romantic relationships. Family relations: Interdisciplinary Journal of Applied Family Studies, 49, 187- 192.
Mileham, B. L. A. (2004). Online infidelity in Internet chat rooms: an ethnographic exploration. Computers in Human Behaviour, 23, 11- 31.
Schnarch, D. (1997). Passionate marriage. New York: Henry Hlt e Co.
Subotnik, R. B., Harris, G. G. (2005). Surviving infidelity. Making Decisions, Recovering from the Pain. Avon, MA: Adams Media. 3rd ed.
Young, K., Griffin- Shelley, E., Cooper, A., O’ Mara, J., Buchanan, J. (2000). Online infidelity: A new dimension in couple relationships with implications for evaluation and treatment. In Cooper, A. Cybersex. The Dark side of the force. Philadelphia: Taylor e Francis.
Dott.ssa Paola Popolla, Psicologa, Psicoterapeuta dell'età evolutiva, Giudice Onorario Tribunale per i Minorenni di Roma

Dott.ssa M.Fabiana Briganti, Psicologa Clinica, Esperta in Psicodiagnostica dell'età adulta e dell'età evolutiva