Francesco Paternostro

Papà e mamma hanno deciso di separarsi, cosa succederà?
« il: Ottobre 01, 2013, 10:54:14 am »
Può succedere, come molto spesso la realtà ci mostra, che al manifestarsi di una crisi (spesso “ultima crisi” di una lunga serie) il progetto di coppia non trovi più possibilità di realizzarsi. Al contrario, quella che dovrebbe essere la realizzazione quotidiana di un divenire costruttivo (non solo individuale) si trasforma in una vera e propria guerra senza regole. Se in questo conflitto, all'interno del quale le artiglierie usano proiettili sempre più potenti, vengono a trovarsi coinvolti i figli ecco che possiamo tranquillamente cominciare a considerarli proprio come “innocenti vittime di guerra”.

La “scoperta” di una relazione extraconiugale, la scoperta dell'incapacità di comunicare, l'astio e l'indifferenza sono solo l'epilogo di reciproci percorsi divergenti. Tanto più sarà grande la distanza che si scopre nella crisi, tanto più sarà elevato il tasso di conflitto... null'altro che la misura della percezione del tradimento (in senso lato) direttamente proporzionale all'intensità del sentimento che prima aveva legato!

Davanti ad una situazione di tal fatta non è semplice vedere alternative alla realizzazione di un vero e proprio desiderio di vendetta.. eppure ci sono e, a ben vedere, non sono poi così difficili da attuare.

Allora, al manifestarsi della crisi del rapporto di coppia, soprattutto in presenza di figli, occorre assumersi (almeno uno dei coniugi) la responsabilità di comprendere appieno il significato tel termine crisi... condizione che impone un cambiamento, che richiede un agire... siamo noi e solo noi a poter determinare se l'epilogo della crisi possa portare l'acquisizione di una esperienza positiva e una specie di valore aggiunto piuttosto che effetti negativi ed inutile dispendio di energie.

Quindi cosa fare? Sicuramente non tentare la via dello “stare insieme” ad ogni costo se non vi è l'esatta consapevolezza da parte di entrambi i coniugi di ciò che ha determinato la crisi del rapporto e se non è possibile raggiungere la “sincronicità” rispetto ad un fare costruttivo orientato a ciò che la coppia – specie con figli – rappresenta. Forzare la prosecuzione del rapporto può avere conseguenze devastanti o, più semplicemente, ritardare l'instaurarsi della guerra senza quartiere di cui prima si è parlato.

E' bene, invece, prendere rapidamente consapevolezza della necessità di una rimodulazione dei ruoli nella nuova forma che assumerà il contesto familiare: per i bambini non ci saranno più un marito ed una moglie anche papà e mamma ma continueranno ad esserci – possibilmente anche meglio di prima – un papà ed una mamma in ruoli e responsabilità che, a prescindere dalla convivenza, saranno invariati. Non più marito e moglie ma genitori, magari attraverso la realizzazione di un percorso guidato da un professionista della mediazione o con la collaborazione di un avveduto avvocato – al massimo delle proprie capacità e liberi di realizzarle per il bene dei figli.