Francesco Paternostro

Crisi, crisi, crisi mondiale, crisi di questo, crisi del debito, macelleria sociale, contratti risolti dalla notte al giorno, preoccupazioni, stress, ansie e chi più vuole più ne aggiunga! E' uno degli aspetti della civiltà del consumo, ma non del semplice consumo... di quel consumo elevato al rango di mito da raggiungere, di condizione da ostentare pubblicamente per sottrarsi all'inesistenza, all'oblio del non “consumista”, del “non possessore”, per non essere fuori dal ritmo della condivisione delle “esperienze” di consumo.. quasi fossero l'unico argomento attraverso il quale entrare nel mondo “social”... e poi? E poi, all'improvviso, ci si accorge di dovere accorciare il “giro” dello shopping, di dover rinunciare magari giustificandosi con un “quel prodotto non mi offriva l'esperienza che mi aspettavo”!

Erano gli anni settanta quando Baudrillard (ma anche altri) cercavano di far comprendere quali aberrazioni nascondesse il luccicante mondo proposto da un centro commerciale o dalla vetrina della blasonata catena di distribuzione... e non è che si sia smesso... Galimberti (per fare un esempio) attualizza quelle che per Baudrillard potevano essere previsioni, Augè descrive i luoghi non identitari... i non luoghi... il minimo comun denominatore di quarant'anni di letteratura è la spinta alla chiusura, all'individualismo consumistico, alla sublimazione dell'egoismo che travolge ognuno sino ad essere fattore determinante della crisi di coppia... per ognuno a spese dell'altro, in un circolo globale chiuso su se stesso. E la cosa curiosa è che le mondiali distanze della globalizzazione che più che un avvicinare sono un porre barriere infinite, si sono trasferite nei rapporti interpersonali... non far sapere come consumi... fai vedere cosa sei in grado di consumare! Simpatico vero?

Possiamo tentare di uscirne? Direi di si! Con un minimo di consapevolezza direi proprio di si.

Fuori dai condizionamenti, dalle influenze (ingerenze direi) sulle scelte di consumo, fuori dal ritmo forsennato scandito dalle colonne sonore degli ipermercati ci sono veramente tante alternative che non devono essere considerate un down grade personale... sono un momento di profondo recupero di coesione interpersonale, di fiducia, solidarietà, basta rifletterci un secondo per rendersi conto di quanto siano praticabili.

Alcuni esempi che non sono solo nell'ottica del risparmio in termini monetari, sono nell'ottica di realizzare un plusvalore personale che in altri modi dentro qualunque schema consumistico non è possibile realizzare. Proviamo a pensare di “fare la spesa” in modo differente... proviamo a pensare di essere noi padroni del nostro tempo e delle nostre scelte e proviamo a pensare che la condivisione di questa consapevolezza può essere lo strumento attraverso il quale realizzare “l'essere fuori” da strette logiche di consumo... proviamo ad immaginare come...

Chilometri zero, saltiamo le filiere della distribuzione

E' una proposta di commercializzazione di prodotti agricoli realizzata in molti Comuni italiani... all'interno di appositi spazi destinati allo scopo, settimanalmente le aziende agricole della zona portano direttamente alla vendita il loro prodotto. Non ci sono filiere della distribuzione è il piccolo produttore ad investire in un rapporto diretto con il consumatore. Non è detto che il sistema debba essere vincolato a spazi appositamente dedicati, alcuni produttori che effettuano vendita a chilometri zero possono avere i loro spazi all'interno dei mercati rionali.
Vado io dal produttore...

Una sorta di chilometri zero al contrario! E' il consumatore che si sposta (sempre a saltare tutte le filiere della distribuzione) verso il produttore azienda agricola o altro che sia. Non c'è il vincolo dell'allocazione di spazi pubblici (piazzali o mercati rionali) e si può letteralmente scegliere il territorio d'origine del prodotto (nei limiti della propria capacità di spostamento ovvio).

Nelle grandi città è sufficiente allontanarsi per una gita per accorgersi di quante aziende operino in questo modo: dal pollame ai funghi, dal formaggio ai prodotti da forno. Per una metropoli come Roma, ad esempio, pochi chilometri lungo le consolari e si scopre un piccolo universo!

I gruppi di acquisto

Altra soluzione... nascono come somma di diverse considerazioni rispetto allo stile di consumo, alla vita consumata dal consumo, una proposta - risposta che vuole porre al centro la relazione interpersonale ed il concetto di solidarietà. Da non confondere con “qualcosa” di analogo creato appositamente da fantomatiche società/associazioni tra consumatori che poco hanno a vedere con lo spirito di solidarietà reale dei gruppi di acquisto e che, semmai, tentano di realizzare vie alternative di profitto (e poi finiscono allegramente quotate in borsa.... quel posto dove in genere si specula!!). Per fare un esempio, non credo che un sistema come Groupon possa essere minimamente paragonato ad un Gruppo di Acquisto Solidale... eppure... cercando in rete “gruppi di acquisto”, la società compare proprio come tale! Forse è necessaria ancora una volta chiarezza e, soprattutto, consapevolezza.

Ora... la solita osservazione: ma come faccio? Non ho tempo? Non posso mica andare “fuori porta” per fare la spesa!!!

Ecco che deve cambiare lo spirito... ma perché non cominciare a salutare il vicino della porta accanto in modo differente dalla solita fredda e gelida occhiattaccia in previsione della prossima assemblea? Uscire dagli ingranaggi dei modelli consumistici sfrenati e spersonalizzanti vuol dire, prima di ogni cosa, recuperare il rapporto umano, recuperare quel sentire solidale di cui le casse automatiche ci hanno privato.

Perché non provare a ri-organizzare i propri spazi di vita? Perché non riscoprire le relazioni sociali in modo diretto e vivo? Se il sabato non riesco ad andare personalmente a prendere la cassetta di frutta... magari lo può fare il mio vicino di casa! Nel tempo che recuperiamo possiamo provare ad organizzare una merenda per i bambini del palazzo... o trovare il tempo di chiedere all'anziana vicina se ha bisogno di qualche carota... domenica andiamo a fare la “gita della spesa” con i bimbi..
« Ultima modifica: Maggio 07, 2014, 11:57:00 am da Francesco Paternostro »