UtenteAnonimo

sono divorziato da cinque anni e la mia ex moglie dalla quale ho avuto due figlie ancora oggi minorenni, ha intrapreso una nuova relazione ed il nuovo lui si è stabilito dentro casa.
La casa è in comproprietà ed io sto ancora pagando la metà delle rate del mutuo, inoltre un mio conoscente mi ha detto che lei è incinta e quindi avrà un figlio dal nuovo compagno.
Volevo sapere se posso chiedere il pagamento di un affitto al nuovo compagno e se si in che misura.
Grazie

Federico N.

Purtroppo, sia in questo caso che in situazioni analoghe in cui la casa coniugale è assegnata all'ex coniuge con prole minore, non è possibile ottenere alcun tipo di emolumento economico derivante dall'eventuale presenza di un nuovo compagno.
Infatti l'assegnazione della casa coniugale al coniuge è effettuata principalmente in funzione della necessaria garanzia di stabilità per la prole minore (luoghi, abitudini, affetti ecc..) e il principio relativo alla decadenza dall'assegnazione ha trovato un notevole temperamento da parte della Corte Costituzionale: l'eventuale giudizio relativo alla decadenza dall'assegnazione della casa coniugale dovrà valutare gli eventuali effetti pregiudizievoli della nuova relazione... dunque la compressione del diritto di proprietà, in sintesi, prescinde dall'utilità economica potenziale legata al godimento dell'immobile.
Ancora, l'eventuale diversa configurazione dell'assegnazione (e correlativo vantaggio economico per il coniuge non assegnatario) comporterebbe la necessaria modifica del regime tributario relativo a IMU, TARI e TASI.

Francesco Paternostro

Segnalo che l'argomento è stato trattato anche in questo topic:

http://www.studiolegalepaternostro.it/forum/separazione-e-divorzio/assegnazione-della-casa-alla-moglie-e-affitto/

Citazione
Buongiorno Tullio,
La risposta alla tua domanda è piuttosto articolata! Infatti dopo l'entrata in vigore della legge 54/2006 il problema della permanenza dell'assegnazione della casa coniugale si posto spesso considerato il tenore della modifica introdotta all'art.155-quater del codice civile che recita espressamente " Il diritto al godimento della casa familiare viene meno nel caso che l'assegnatario non abiti o cessi di abitare stabilmente nella casa familiare o conviva more uxorio o contragga nuovo matrimonio".
Dunque molti si sono posti il problema se fosse (tra le tante questioni aperte da questa modifica) possibile la richiesta di una sorta di canone di locazione in virtù "dell'occupazione" da parte del nuovo convivente dell'immobile qualora questo fosse di proprietà esclusiva del coniuge non assegnatario o fosse in regime di comproprietà con l'ex coniuge (proprietà comune ed indivisa).
Nel corso degli anni si consolidato l'orientamento giurisprudenziale negativo sull'osservazione che la previsione dell'art.115-quater deve essere necessariamente valutata in ragione non tanto dell'interesse del coniuge non assegnatario dell'immobile ma quanto riguardo a quello preminente della prole.
In altri termini, se la nuova relazione non reca pregiudizio ai figli conviventi con la madre, vengono meno i presupposti per la revoca del provvedimento di assegnazione ovvero per eventuali forme di "compensazione" del mancato godimento da parte del coniuge non assegnatario: non è quindi possibile chiedere alcuna somma a titolo di "affitto".
Tuttavia, se sussistono i presupposti, la nuova convivenza può determinare una revisione dell'assegno dovuto all'ex coniuge a titolo di mantenimento (non però la quota destinata alla prole).

puoi trovare ulteriori informazioni nei link indicati di seguito:

La sorte della casa coniugale in caso di separazione o divorzio: presupposti del provvedimento di assegnazione, locazione, comproprietà, spese ed oneri di gestione, mutuo gravante sull'immobile.
Cosa succede alla casa coniugale in caso di separazione o divorzio? I temi relativi ai presupposti dell'assegnazione dell'immobile ad un coniuge piuttosto che all'altro in ragione della presenza o meno della prole, la sorte delle spese e dei rapporti giuridici collegati all'immobile nonchè una breve analisi del caso di comproprietà derivante da acquisto effettuato mediante l'accensione di un mutuo.

La modifica delle condizioni di separazione o divorzio
La possibilità di modificare i provvedimenti assunti in seguito alla separazione in seguito a inadempimenti o violazioni o per sopravvenute modificazioni delle condizioni dei coniugi. La modificabilità delle condizioni di divorzio.

e riproposto anche qui:

http://www.studiolegalepaternostro.it/forum/separazione-e-divorzio/relazione-fissa-dopo-la-separazione-nella-mia-casa-assegnata-a-lei/