Manuela

rapporti difficili - padre assente
« il: Marzo 12, 2013, 09:27:04 am »
Sono separata tramite consensuale da ormai 6 anni. Il mio unico figlio è stato affidato in via esclusiva a me in quanto io vivo vicino Velletri e il padre a Firenze per presunte ragioni di lavoro.
I nostri rapporti, come ex, hanno avuto sempre carattere altalenante e sono notevolmente peggiorati da natale scorso in poi. Da allora sto avendo nei suoi confronti un atteggiamento volutamente "ostruzionistico" anche a sprezzo di ciò che che la legge vieta o impone. Difatti, sono pienamente consapevole che, a tutela del benessere e dell'equilibrio emotivo della prole, la legge dispone che anche in caso di affido esclusivo il minore abbia diritto a frequentare il genitore non-convivente.

Vengo al punto: il "padre" in questione, è uno dei tanti con carattere disinteressato nei confronti del figlio alla fine lo frequenta perchè costretto dalla legge ma non mostra di avere alcun interesse affettivo nei suoi confronti.

Per fare degli esempi pratici, non frequenta i luoghi abitualmente frequentati dal bambino, conosce superficialmente le insegnanti, non conosce affatto pediatra, allenatore di calcio, amici ecc. non assiste a visite mediche, non provvede all'acquisto di medicinali ove servano, quando il bambino trascorre i weekend con lui, trascura l'igiene, non lo lava, non lo cambia nonostante le mie ripetute sollecitazioni a farlo.... una situazione disastrosa!

Vengo al punto e vorrei porre questo quesito: potrà mai lui un giorno richiedere affido condiviso qualora dovesse trasferirsi a Roma? Come potrei agire io per dimostrare che lui non è un padre, che non adempie ai suoi obblighi morali, materiali ed affettivi? Potrei ottenere l'allontanamento di questa persona dalla vita di mio figlio intesa come la possibilità da parte mia di stabilire e regolare giorni e orari di visite?

Federico N.

Re:rapporti difficili - padre assente
« Risposta #1 il: Ottobre 18, 2013, 01:48:28 pm »
Dall'entrata in vigore della legge 54/2006 (L'affidamento condiviso nella previsione della legge 8 febbraio 2006 n.54 a cinque anni dall'entrata in vigore) il regime di affidamento condiviso è la scelta standard e le eventuali indicazioni per la scelta del regime di affidamento esclusivo ad uno solo dei genitori sono residuali. Quindi, nel caso, sarebbe legittima la richiesta da parte del padre della modifica del regime attuale.
Tuttavia la segnalazione dei comportamenti anomali di uno dei genitori (qualora questi dovessero essere ritenuti rilevanti ai fini della determinazione di un reale pregiudizio allo sviluppo psicofisico del minore) potrebbe impedire il concretizzarsi di tale modifica.

Premesso che per quanto riguarda la mancata corresponsione delle somme dovute nei confronti del minore è possibile azionare il relativi crediti in modo piuttosto semplice (L'obbligo di corresponsione dell'assegno in favore del coniuge separato: il mantenimento della prole, il titolo ed il recupero del credito.) occorrerebbe una concreta valutazione (ad esempio mediante una Consulenza Tecnica disposta dal giudice) valutare se la situazione rappresenta non integri una situazione di concreto abbandono tale da giustificare una azione destinata alla decadenza dalla potestà genitoriale.