teresa g

separazione e casa per il figlio
« il: Marzo 07, 2013, 10:33:02 pm »
La casa nella quale viviamo io mio marito e nostra figlia appartiene a mio marito. Vorremmo separarci e per il momento conviviamo pazientemente.
Quando ci siamo sposati la casa era già sua ma nel corso del matrimonio sono state apportatate modifiche e miglioramenti notevoli.
Per farla breve era una casa in campagna, da 2 stanze ne abbiamo aggiumto 3, garage, recinzione ecc ecc.....
Trattandosi di una proprietà fuori città, facente parte del patrimonio della famiglia di mio marito, io, con la bambina, non intendo restare in questa casa per motivi miei personali. Non volendo rivalere alcun diritto sulla proprietà ma desiderando che la casa sia destinata alla bambina, avevamo pesato alla donazione della nuda proprietà alla minore (10anni)....... Mio marito ha 42 anni e abbiano verificato che una eventuale donazione saerebbe sempre impugnabile dai ...probabili futuri figli ..............Pertanto mi chiedo, l'unico modo per preservare almeno il 50% della casa a nostra figlia è quello di avere io il 50% dell'immobile?
In questo modo nessun erede futuro potrebbe esercitare alcun dititto almeno nel 50% della proprietà. Per avere io il 50% della proprietà dobbiamo per forza fare un atto di vendita dal notaio o ci sono delle alternative più ecomomiche?
La ringrazio e saluto

Francesco Paternostro

Re:separazione e casa per il figlio
« Risposta #1 il: Ottobre 18, 2013, 01:34:33 pm »
Per quanto riguarda il presupposto dell'impugnazione della donazione il termine è improprio... la donazione come atto (così come l'eventuale disposizione testamentaria) sarebbe comunque valida ed efficace, piuttosto i legittimari (nel caso i futuri eredi) potrebbero esperire nel termine di dieci anni dall'apertura della successione la c.d. azione di riduzione.
Il presupposto di questa azione è però che il valore della donazione leda la quota di legittima e l'eventuale riduzione della donazione non sarebbe automatica: verrebbero ridotte prima le eventuali disposizioni testamentarie e, successivamente, le donazioni in ordine temporale inverso cioè partendo dalla più recente (prossima cioè all'apertura della successione) che ha determinato la lesione della quota di legittima.