studiolegalepaternostro

Info sull’Albo Nazionale Avvocati, Consiglio dell’Ordine degli Avvocati (CNF)

Per poter esercitare la professione di avvocato, di qualunque ramo, è necessario aver conseguito una laurea in materie giuridiche, avere superato un esame di Stato comprendente prove scritte ed orali e, infine, essere iscritti all’albo dell’ordine degli avvocati. La tenuta di questo spetta al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati che ha base territoriale e al cui vertice si pone il Consiglio Nazionale Forense.

CNF Albo e ordine degli Avvocati

Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati (COA): organizzazione e compiti. Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati è classificato come ente pubblico non economico ed è finanziato esclusivamente con i contributi degli iscritti. Viene eletto dagli iscritti tra i suoi membri, ha una durata in carica di 4 anni ed è presieduto dal Presidente. Presso ogni consiglio viene nominato un collegio di revisori dei conti nominato dal presidente e un comitato pari opportunità. I compiti sono disciplinati dall’articolo 29 della legge 247 del 2012 che rimette ordine nelle funzioni di competenza dello stesso.

Tra queste vi è in primo luogo la tenuta degli albi, elenchi e registri. Questa delicata attività non comprende solo l’iscrizione di coloro che ne fanno richiesta e quindi la verifica della sussistenza dei requisiti, ma anche l’iscrizione dei diversi provvedimenti che riguardano gli avvocati e che devono essere resi noti. Tra questi ad esempio c’è l’iscrizione dell’eventuale provvedimento di cancellazione o sospensione dall’albo.

avvocato tariffe 300x198 - Info sull'Albo Nazionale Avvocati, Consiglio dell'Ordine degli Avvocati (CNF)Sul COA grava anche il compito di vigilare sulla corretta esecuzione de tirocinio formativo previsto per poter accedere all’esame di Stato e ottenere quindi l’iscrizione all’albo. Il Consiglio ha il compito di svolgere l’importante compito di organizzare eventi formativi e mettere a disposizione i corsi necessari per l’aggiornamento professionale continuo, necessario per poter fornire ai clienti prestazioni di livello adeguato.

Delicati i compiti relativi all'”opinamento” delle parcelle e la funzione conciliativa tra gli iscritti e tra gli iscritti e i clienti. Il Consiglio dell’Ordine Forense è presente in ogni distretto giudiziale e si occupa anche della vigilanza al fine di assicurare il rispetto delle norme deontologiche previste per la professione forense. Con l’entrata in vigore delle nuove norme per l’esercizio della professione è stato ampliato il potere del Consiglio e di conseguenza ora tra i compiti vi è anche quello di vigilare al fine di verificare che gli iscritti esercitino la professione in maniera effettiva, continuativa e abituale e di conseguenza vi sia una prevalenza rispetto all’esercizio di altre attività lavorative

Il Consiglio Nazionale Forense (CNF)

Si è già anticipato che al vertice del sistema ordinistico degli avvocati professionisti vi è il Consiglio Nazionale Forense che è disciplinato dall’articolo 34 e seguenti della legge 247 del 2012. Il CNF viene rinnovato ogni 4 anni ed è eletto da rappresentanti dei vari circondari presenti in Italia. Al suo interno il CNF elegge un Presidente, due Vice Presidenti, un Segretario e un Tesoriere.

Insieme formano il Consiglio di Presidenza. Compito principale del Consiglio è rappresentare in modo univoco l’Avvocatura Nazionale e di conseguenza è un organo di intermediazione anche con le istituzioni al fine di disciplinare gli aspetti inerenti la professione. Proprio per questo interloquisce con il Ministero della Giustizia, in questo caso siamo di fronte ad una funzione consultiva.

La legge attribuisce al CNF anche compiti di regolamentazione, in particolare per quanto riguarda l’esercizio della funzione disciplinare e l’attività di coordinamento e indirizzo sui Consigli dell’Ordine. Il CNF svolge anche un ruolo di organo di secondo grado avverso le decisioni assunte dai Consigli dell’Ordine territoriali. Infatti, avverso le decisioni di questi e in particolare avverso i provvedimenti disciplinari, è possibile proporre ricorso proprio davanti al CNF. Spetta a quest’organo anche l’emanazione e la modifica del codice deontologico della professione forense.

Si tratta di un ruolo quindi particolarmente delicato perché tutti gli iscritti all’albo sono tenuti a rispettare queste norme che vanno a delineare il codice etico di questo professionista che collabora all’amministrazione della giustizia. Deve, infine, essere sottolineato che con l’apertura della professione forense in Italia anche a persone che hanno esercitato l’attività in altri Paesi dell’Unione Europea o che hanno conseguito i titoli di studio all’estero, il CNF ha assunto anche il delicato ruolo di sede di svolgimento delle prove integrative per poter esercitare la professione in Italia.