mobbing sul lavoro - Mobbing Sul Luogo di lavoro e Tutela della Persona

Mobbing Sul Luogo di lavoro e Tutela della Persona

Cos’è il mobbing sul lavoro

Sia nelle grandi che nelle piccole aziende si possono verificare episodi di mobbing. Queste strategie di sottile persecuzione e sabotaggio sistematico vengono di norma perpetrate ai danni di categorie sociali ben definite, specialmente comprendenti le donne e gli apprendisti, stagisti o in generale i nuovi arrivati.

Il mobbing è un insieme di comportamenti persecutori che generalmente iniziano rivolgendosi alla professionalità della persona e ne mettono in discussione le reali capacità di svolgere il lavoro per cui è stata assunta a causa di ‘difetti’ strutturali (come l’essere donna o l’essere stagista). Insomma, la condizione naturale e intrinseca di quel lavoratore, secondo i colleghi o i superiori, gli o le impedirebbe di svolgere correttamente la mansione. Con il tempo, però, il mobbing può assumere una forma più personale, andando a sindacare direttamente i comportamenti personali o lo stesso carattere del soggetto.

Oltre alle critiche e al sabotaggio ci possono essere anche episodi di violenza verbale, di intromissione o di diminuzione agli occhi di un superiore da parte di un pari, oppure di affossamento pubblico del lavoro di quella persona davanti a tutti i colleghi tramite la strategia del rimprovero plateale.
Il mobbing è generalmente volto a due scopi. Il primo può essere di ‘rimettere una persona al suo posto’, ricollocandola nel ruolo in cui, secondo gli altri, dovrebbe stare, e da cui è uscita arrogandosi diritti che non deve.

Il secondo scopo, più diffuso, è quello della vera e propria ostracizzazione della persona, cioè il tentativo di convincerla che quell’ambiente lavorativo non faccia per lei e quindi che sia meglio dimettersi.

Come difendersi dal mobbing

Dal mobbing ci si può e ci si deve difendere, specialmente chiedendo consulenza a professionisti come i legali dello Studio Paternostro. Le probabilità di subire mobbing sul luogo di lavoro sono tanto più alte se si è donna, se si è giovane, se si è straniero o straniera o se si entra in un contesto molto chiuso.
Quando una persona sente di essere vittima di mobbing dovrebbe immediatamente prendere dei provvedimenti. Un suggerimento può essere quello di documentare tutti gli episodi. Si può registrare con il cellulare o con altri dispositivi una conversazione particolarmente imbarazzante, oppure si possono fare foto alle conversazioni via mail o via servizi di messaggistica istantanea. Queste ultime, in particolare, sono la nuova frontiera del mobbing.

La vittima dovrebbe prestare particolare attenzione alla documentazione di tutti gli atteggiamenti sospetti, cercando di raccogliere il maggior numero possibile di prove. Con esse si può recare al cospetto di uno dei professionisti dello Studio Paternostro e chiedere se ci sono gli estremi per una denuncia per mobbing sul lavoro.
Questo tipo di reato è regolato da una legge uscita nel 2011. Nel 2013, inoltre, con la sentenza n. 28603 del 3 luglio, si è aggiunto anche il reato di straining, ossia di mobbing più lieve. Esso si configura come la creazione di una situazione di forte stress sul luogo di lavoro anche quando essa non è per forza volta alla persecuzione del singolo dipendente, ma più in generale alla creazione di un ambiente poco sano in cui lavorare.

Esistono diversi modi per tutelarsi, con l’aiuto di un legale. Innanzitutto bisogna effettuare quella che si chiama una tutela contrattuale, cioè bisogna intimare al datore di lavoro di rispettare gli obblighi sul contratto del singolo dipendente. Se, ad esempio, c’è scritto che un dipendente ha diritto a un certo numero di giorni di ferie o di permessi, non si possono negare quei permessi o quelle ferie con motivi insensati. Non può essere invasa in alcun caso la privacy del dipendente, né ne possono essere influenzati i rapporti con altri membri della famiglia (ad esempio costringendo il dipendente a turni non di sua competenza o a straordinari non sufficientemente retribuiti e non messi in un piano con un certo preavviso).

Esiste poi anche una procedura di tutela extracontrattuale del dipendente, in modo tale che il legale possa prendere in carico anche la salute psicofisica del dipendente stesso, e la sua difesa.

L’importanza della tutela della persona

Difendersi dal mobbing sul lavoro è importante per una serie di motivi. Innanzitutto, non è ammissibile l’ostracizzazione di un dipendente per motivi di sesso, razza, religione o anzianità di servizio.

In secondo luogo, è fondamentale rivolgersi a professionisti come quelli dello Studio Paternostro per la tutela di un giusto equilibrio psicofisico del dipendente. Una situazione reiterata di mobbing, infatti, può causare disturbi di ansia, depressione, insonnia o fobie di vario tipo, e potrebbe compromettere la futura capacità del dipendente di trovare un altro lavoro.