tribunale 740x522 - Nomina Difensore della Persona Offesa procura Speciale

Nomina Difensore della Persona Offesa procura Speciale

Chi è il difensore della persona offesa?

Quando ci sono gli estremi per la celebrazione di un processo è evidente che ci sia una parte che si è resa protagonista del reato e una parte che, invece, si configura come offesa. Entrambe le parti, per legge, hanno bisogno di un difensore.

Nel momento in cui viene notificato a una persona il suo status di persona offesa, essa viene informata della possibilità di nominare un legale di suo gradimento. Viene altresì informata della possibilità di beneficiare del Patrocinio gratuito, ossia dell’assistenza legale a spese dello Stato italiano.

Secondo l’art. 96 del Codice di procedura penale, ognuna delle due parti in causa può nominare un minimo di un difensore e un massimo di due.

Come si nomina il difensore della persona offesa?

Il difensore della persona offesa viene nominato da quest’ultima nel pieno delle sue facoltà mentali e in libera scelta. Nel caso la persona offesa sia in qualche modo stata dichiarata incapace di intendere e volere, sarà il suo tutore legale a nominare un difensore. In caso di decesso della persona offesa, invece, sarà il coniuge, il convivente registrato more uxorio o il consanguineo più prossimo ad esercitare le funzioni di parte offesa. Di fatto questa persona assume il diritto di nominare il legale di sua fiducia secondo la sentenza del 10 febbraio 2009 n. 11830 ad opera della Cassazione.

La nomina del difensore è una scelta privata, che viene finanziata autonomamente dalla parte offesa (al netto della possibile vincita del processo, e quindi di un possibile risarcimento da parte della parte colpevole, con il quale rientrare delle spese sostenute). Cosa accade, però, se la parte offesa non può permettersi un legale selezionato personalmente? Per la giustizia italiana le persone che non hanno possibilità di selezionare un legale se ne vedono attribuito uno d’ufficio, cioè un difensore scelto tra i professionisti disponibili nel tribunale dove si svolgono le udienze. Questa procedura si chiama Patrocinio a spese dello Stato ed è regolata dall’art. 76 del Testo unico per le disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 30 maggio 2002, n. 115, e successive modifiche.

Per notificare a un legale la sua elezione a difensore della persona offesa bisogna consegnare la nomina all’autorità giudiziaria. Essa provvederà a riferire le volontà della parte in causa al legale stesso, di persona o a mezzo raccomandata.

Cos’è la procura speciale?

L’art. 122 del Codice di procedura penale, invece, spiega come comportarsi in caso di richiesta della procura speciale. Nei casi di processo penale, infatti, è opportuno farsi assistere da un avvocato professionista come quelli che operano presso lo Studio Paternostro. A questo legale bisogna rilasciare un certificato di procura speciale, cioè un’autorizzazione a compiere determinati atti nel nome della persona che egli difende. Trattandosi della persona offesa, normalmente gli atti possono essere la richiesta di una condanna maggiorata o la richiesta di pagamento di un’ammenda monetaria. A volte può verificarsi anche la richiesta di revisione del processo perché non è stata ottenuta, secondo la parte offesa, la giustizia sperata.

La procura speciale è un atto formale per il quale è obbligatoria la firma autenticata del richiedente. In caso di parte offesa minorenne o non in grado di intendere e di volere è necessaria la firma del tutore legale. In caso di parte offesa deceduta, invece, è opportuna la firma della persona che fa le veci della parte offesa, quindi un coniuge o un parente prossimo. Secondo il comma 1 dell’art 122 del Codice di procedura penale bisogna richiedere la procura con un atto pubblico (quindi con una firma apposta davanti a un pubblico ufficiale) o con un atto privato autenticato, ad esempio da un notaio.